Ci tenevo molto ad acquistare la prima edizione di un libro davvero speciale.

Si tratta di un racconto autobiografico struggente che ripercorre la storia di un campione olimpico, Alex Schwazer, che ha toccato le stelle con un dito per poi cadere nel baratro più profondo.

Il marciatore Alex Schwazer scagionato, alterato il test antidoping

La storia di Alex Schwazer è terribile ma importante da comprendere per tanti motivi.

Narra quello che può accadere quando si raggiunge il successo senza saperlo gestire, racconta di una storia d’amore spezzata per colpa del doping, quel mostro silenzioso ma presente che distrugge lo spirito olimpico e inquina il mondo sportivo.

Infine descrive un percorso di rinascita, un lento ma inesorabile ritorno sulla cresta dell’onda maturato grazie all’aiuto di un grande allenatore, Sandro Donati, un uomo di grande spessore e paladino della lotta al doping.

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Il libro si intitola: “Dopo il traguardo“, perché paradossalmente la storia di Schwazer è tragicamente nota per i fatti occorsi proprio lontano dalle piste di atletica, dai tracciati cittadini della 50 km di marcia di cui è specialista.

Il libro racconta poi del complotto, ordito da influenti “signori del doping” e accertato dalle autorità italiane attraverso una sentenza di piena assoluzione, che lo ha portato a finire la carriera con una nuova squalifica di 8 anni per una presunta recidiva del tutto inventata a pochi mesi dalle Olimpiadi di Rio 2016.

Sono felice di avere tra le mani questo libro perché so che i soldi che ho speso, serviranno ad Schwazer per costruire un futuro diverso.

In conclusione mi limito a dire che questo è stato.

Questo è quello che la giustizia sportiva è riuscita a fare a livello internazionale a un uomo completamente innocente.

Un uomo che è stato distrutto nella sua carriera e nella sua vita privata da un mostruoso sistema di scatole cinesi che ha reso impossibile risalire, almeno per il momento, ai colpevoli.

Per questo ritengo che la giustizia sportiva vada assolutamente riformata, non ci deve essere MAI più un nuovo caso Schwazer.

Schwazer, l'Italia dalla faccia pulita fuori dalle Olimpiadi per doping -  Linkiesta.it

Grazie Alex, grazie per quello che hai fatto a Pechino nel 2008, grazie per essere uscito dal tunnel del doping dando grande prova di resilienza affrontando con dignità e coraggio ogni sfida, grazie per aver portato alla luce un sistema malato ed estremamente pericoloso.

Il tuo sacrificio sportivo deve essere da lezione per le future generazioni che ambiscono a uno sport pulito e un ambiente sano.

Di Leonardo Vilona

Mi chiamo Leonardo Vilona, ho venticinque anni e sono uno studente universitario. Frequento il corso di laurea in Scienze Storiche dell’età moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Sono laureato triennale in Storia, Antropologia e Religioni. Titolo di laurea conseguito all’Università La Sapienza di Roma a 22 anni nel 2019 Sono un appassionato di storia, attualità, letteratura, politica, sport e di videogiochi, nel tempo libero inoltre mi dedico al gioco degli scacchi e al tennistavolo. Se volete mandarmi un messaggio privato inviate una mail a: leonardo.vilona@gmail.com

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