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Tra il 1942 e il 1943 l’ingresso americano nel conflitto segnò, senza ombra di dubbio, una svolta decisiva nell’andamento della guerra.

L’alleanza tra americani e sovietici poi diede al conflitto una forte impronta ideologica, contribuendo in modo decisivo alla controffensiva delle forze antifasciste.

L’entrata in guerra degli USA e il teatro del Pacifico

Come prima cosa, gli USA dovettero concentrare il proprio sforzo bellico sulla “battaglia dei convogli”.
Fin da primi mesi della guerra, infatti, e in particolare dopo la legge degli affitti e dei prestiti, le forze sottomarine tedesche si erano impegnate a intercettare e affondare le navi mercantili americane che rifornivano la Gran Bretagna.

Inglesi e americani intensificarono dunque le operazioni di protezione delle navi mercantili, munendo parte dei convogli di reti parasiluri e allestendo un numero sempre maggiore di navi portaerei con funzioni di scorta.

Un ulteriore segnale di ripresa delle forze alleate si ebbe nel Pacifico, dove gli americani bloccarono l’offensiva nipponica.
Nel maggio-giugno del 1942 i giapponesi furono sconfitti nelle grandi battaglie aeronavali del mar dei Coralli, di fronte alle coste della Nuova Guinea e di Midway, a ovest delle Hawaii.

La battaglia decisiva avvenne tra l’agosto 1942 e il febbraio 1943, nella minuscola isola di Guadalcanal, dove gli americani fermarono definitivamente l’avanzata giapponese verso l’Australia.

Il fallimento dell’operazione Barbarossa e la difesa russa di Stalingrado

L'inferno di Stalingrado nelle testimonianze di chi lo visse - Russia  Beyond - Italia

La svolta decisiva nel conflitto, tuttavia, si ebbe sul fronte russo.

Travolta dagli iniziali successi tedeschi, l’Armata rossa fu costretta a ripiegare su Stalingrado, importante centro industriale e punto nevralgico delle vie di comunicazione verso la capitale.
Qui, i russi riuscirono a bloccare l’avanzata tedesca e ad organizzare un’efficace resistenza.

Hitler, con l’arrivare dell’inverno, non autorizzò la ritirata del suo esercito, sacrificando un’intera armata che venne quasi completamente annientata.

Il 2 febbraio 1943, i tedeschi furono dunque costretti ad arrendersi: era la prima grande sconfitta della Germania dall’inizio della guerra.

La vittoria alleata in Africa segnò l’inizio di una nuova fase della guerra

El Alamein: la “gloriosa sconfitta” che cambiò la guerra | Il Bo Live UniPD

Contemporaneamente Hitler dovette inoltre registrare il fallimento della campagna d’Africa.
Le truppe guidate dal generale Erwin Rommel erano giunte, a luglio, nei pressi di El-Alamein, a poco meno di 100 km da Alessandria.
Qui, però, l’esercito britannico, guidato da Bernard Law Montgomery, riuscì a bloccare le forze tedesche e italiane, trasformando lo scontro in una guerra di trincea.

Nel novembre 1942 un contingente americano guidato dal generale Dwight Eisenhower sbarcò in Marocco e Algeria.
L’esercito italo-tedesco resistette strenuamente alcuni mesi, finchè il 12 maggio 1943, si arrese definitivamente.

Questa vittoria importantissima spalancò agli alleati la strada per la Sicilia.

Le decisioni alleate nella Conferenza di Casablanca

Nel gennaio del 1943, infatti, nella conferenza di Casablanca, britannici e americani decisero che, dopo aver chiuso il fronte americano, avrebbero concentrato le proprie forze sull’Italia.

Nella stessa conferenza, inoltre, le nazioni alleate si impegnarono a bombardare sistematicamente la Germania e si accordarono sul principio della resa incondizionata da imporre agli avversari: la guerra sarebbe continuata senza alcun patteggiamento, fino alla vittoria assoluta.

Bibliografia e fonti

  • Riassunto tratto da Armocida, P., & Salassa, A. G. (2012). Storia Link – volume 3. Milano-Torino: Pearson-Italia.
  • Barbero, A. (2014). Come scoppiano le guerre? La seconda guerra mondiale. Sarzana: Festival della Mente.
  • Biagi, E. (1980). La seconda guerra mondiale. Milano: Gruppo editoriale Fabbri.
  • Mosse, L. G. (2015). Le origini culturali del terzo Reich. Milano: Il Saggiatore S.R.L.
  • Mosse, L. G. (2019). Le guerre mondiali. Dalla tragedia al mito dei caduti. Roma-Bari: LaTerza figli & SPA.
  • Winston Churchill, The second world war, Volume VIII Victory in Africa, capitolo 15°, Cassel & Company LTD, Londra, 1964. pp. 236-255
  • Foto prese dal web.

Di Leonardo Vilona

Mi chiamo Leonardo Vilona, ho venticinque anni e sono uno studente universitario. Frequento il corso di laurea in Scienze Storiche dell’età moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Sono laureato triennale in Storia, Antropologia e Religioni. Titolo di laurea conseguito all’Università La Sapienza di Roma a 22 anni nel 2019 Sono un appassionato di storia, attualità, letteratura, politica, sport e di videogiochi, nel tempo libero inoltre mi dedico al gioco degli scacchi e al tennistavolo. Se volete mandarmi un messaggio privato inviate una mail a: leonardo.vilona@gmail.com

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