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Sul fronte occidentale, per tutto il 1915 la situazione rimase bloccata in una fase di stallo.
Gli attacchi francesi guidati dal generale Joffre non sortirono alcun effetto.

A tal proposito il generale Falkenhayn, succeduto a Moltke come capo di stato maggiore tedesco, decise allora di dare una svolta decisiva al conflitto.

Prima guerra mondiale, da Verdun alla penisola dello Jutland

Battaglia dello Jutland - Wikipedia

Il 21 febbraio 1916 le truppe tedesche attaccarono Verdun, dando vita a una spaventosa carneficina.
Dopo mesi di furiosi combattimenti, i tedeschi non ottennero però alcun risultato.

Non diverso fu l’esito sulla Somme, dove truppe anglo-francesi, supportate per la prima volta da carri armati, tentarono il contrattacco.
Gli scontri durarono fino a metà settembre, ma le linee tedesche resistettero ai ripetuti assalti.
Alla fine si contarono quasi un milione di morti.

La Germania, inoltre, soffriva sempre più il blocco navale inglese e nel maggio 1916 nei pressi della penisola dello Jutland, la flotta tedesca tentò di forzare il blocco tramite un’offensiva contro quella inglese.

Le perdite subite, tuttavia, seppur inferiori a quelle britanniche furono tanto ingenti da costringere i tedeschi a un disordinato ritiro verso porti più sicuri.

Russia e Turchia protagoniste del teatro bellico orientale

Istanbul per italiani — La Battaglia di Gallipoli

Sul fronte orientale a emergere come principali protagonisti del conflitto furono la Turchia e la Russia.
La Turchia oltre a impegnare le forze russe sul Caucaso, seppe fronteggiare lo sbarco delle truppe dell’Intesa nella penisola di Gallipoli, una lingua di terra all’ingresso dei Dardanelli.

Fu in quelle circostanze che si distinse per coraggio e prontezza un giovane tenente colonnello dell’esercito turco, Mustafa Kemal: egli fu il primo a reagire con pochi uomini allo sbarco costringendo gli inglesi a ritirarsi.

In quegli stessi mesi, il governo ottomano, a cui il partito dei Giovani turchi aveva conferito un’impronta di esasperato nazionalismo, intraprese un piano di trasferimento forzato delle popolazioni armene dalla zona del fronte verso la Siria che si trasformò in un genocidio.

Nel corso del 1916 la maggiore sorpresa sul fronte orientale tuttavia fu dettata dalla ripresa della Russia che raggiunse i Carpazi nel giugno dello stesso anno sbaragliando le linee difensive austriache e catturando 400,000 soldati nemici.

A seguito del successo russo, la Romania decise di entrare in guerra a fianco dell’Intesa (28 agosto).
Il Paese, però, era troppo debole e nel dicembre dello stesso anno venne definitivamente sconfitto dai tedeschi.

Bibliografia e fonti

  • Armocida, P., & Salassa, A. G. (2012). Storia Link – volume 3. Milano-Torino: Pearson-Italia.
  • Barbero, A. (2014). Come scoppiano le guerre? La prima guerra mondiale. Sarzana: Festival della Mente.
  • A. Varsori, Radioso maggio. Come l’Italia entrò in guerra, Mulino, 2015.
  • Foto prese da internet

Di Leonardo Vilona

Mi chiamo Leonardo Vilona, ho venticinque anni e sono uno studente universitario. Frequento il corso di laurea in Scienze Storiche dell’età moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Sono laureato triennale in Storia, Antropologia e Religioni. Titolo di laurea conseguito all’Università La Sapienza di Roma a 22 anni nel 2019 Sono un appassionato di storia, attualità, letteratura, politica, sport e di videogiochi, nel tempo libero inoltre mi dedico al gioco degli scacchi e al tennistavolo. Se volete mandarmi un messaggio privato inviate una mail a: leonardo.vilona@gmail.com

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