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LA FOSSA DEI GIGANTI

L'Afghanistan è di nuovo dei talebani - Il Post

Sappiamo tutti ciò che sta succedendo in questi giorni in Afghanistan.

Dopo venti anni di occupazione occidentale, non appena le truppe americane e degli alleati si sono ritirate, i talebani hanno avuto via libera riprendendo il controllo del paese con estrema facilità e rapidità.

L’Afghanistan, per diverse ragioni, ha attirato le attenzioni degli ultimi tre grandi imperi della nostra epoca: quello britannico, quello sovietico e quello statunitense.
Nessuno di questi è mai riuscito però ad imporre un controllo assoluto sul paese e alla fine è stato costretto a ritirarsi.

UN PAESE POVERO E MONTUOSO

Afghanistan

Partiamo da alcuni dati geografici.
La popolazione del paese è circa i 2/3 di quella italiana, la sua superficie circa il doppio.

Si tratta di uno dei paesi più poveri del mondo. Con l’eccezione di alcune miniere non ci sono grandi risorse naturali. Fra le attività degne di nota va segnalata la coltivazione del papavero dal quale si ricava l’oppio.

Il territorio è prevalentemente montuoso ed è dominato dalla catena dell’Hindu Kush, che divide in due il paese.
La vetta più alta è il Noshaq, sul confine pakistano, che raggiunge quota 7.492 metri. Solo sei nazioni al mondo possiedono montagne più elevate.

UN CROCEVIA STRATEGICO

Se tante potenze si sono interessate ad un’area così povera e impervia è perché è situata in una posizione strategica. A nord confina con Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan e per un brevissimo tratto con la Cina, mentre a sud e ad est confina con il Pakistan, e a Ovest con l’Iran.

L’Afghanistan è stato dominato da varie dinastie provenienti dalla Persia, a partire dagli Achemenidi (l’Impero Persiano che combatteva contro i greci) o dall’India. Ma ci sono passati anche i greci (Rossane, moglie di Alessandro Magno, veniva proprio da lì), gli arabi e i mongoli.

LA NASCITA DELL’AFGHANISTAN

L’Afghanistan emerse come entità autonoma nel corso del XVIII secolo. Era da diverso tempo confine e oggetto del contendere fra due potenti regni. Da un lato l’impero Moghul, il grande stato musulmano che dominava l’india, dall’altro la Persia della dinastia dei Safavidi.

A partire dal 1709 emerse la dinastia degli Hotaki, che riuscirono a conquistare la Persia. Ma il loro impero ebbe vita breve. Il condottiero persiano Nadir Shah riuscì a sconfiggerli si fece incoronare Shah nel 1736, imponendo anche il proprio dominio sulla quasi totalità delle terre afghane. Non riuscì però a dare stabilità alle sue conquiste e dopo la sua morte la Persia piombò nell’anarchia.

Ad approfittare della situazione fu la tribù dei Durrani, i cui capi, nel 1747, si riunirono ed elessero il primo “re degli afghani”, Ahmad Shah. Ahmad Shah riunificò anche le altre tribù e creò un Impero che arrivava fino a Dheli e all’Oceano Indiano, il cosiddetto Impero Durrani, considerato l’entità fondatrice del moderno Afghanistan.

IL GRANDE GIOCO

File:Dost Mohammad Khan of Afghanistan with his son.jpg - Wikipedia

L’impero di Ahmad Shah non era un vero stato centralizzato, ma questi governava come primus inter pares in una sorta di feudalesimo tribale. La struttura comunque non resse, a causa anche di un meccanismo di successione poco chiaro. All’inizio del XIX secolo il paese non era più realmente unito, mentre i Sikh avevano conquistato la regione intorno a Peshawar.

Emerse un nuovo capo, Dost Mohammed, che riuscì ad impadronirsi di Kabul e che nel 1837 si fece riconoscere come emiro, fondando la dinastia dei Barakzai. Non si poteva però ritornare ai fasti di Ahmad Shah, perché il territorio divenne nuovamente il confine fra le zone di influenza fra due imperi. Era infatti il terreno sul quale si giocava “The Great Game”, ovvero il conflitto politico e diplomatico per il controllo dell’Asia Centrale che vedeva contrapposte Russia e Gran Bretagna.

LA PRIMA GUERRA ANGLO-AFGHANA

Nel 1837 la Persia attaccò, senza successo Herat, svolgendo di fatto una guerra per conto dei russi. Questo avvenimento però allarmò il Regno Unito, che temeva che i russi si impadronissero dell’Afghanistan e potessero minacciare l’India. A quel tempo, infatti, l’India era dominata dalla East India Company, un’enorme società per azioni che aveva creato una sorta di impero privato per conto della Corona inglese.

Per assicurarsi il controllo dell’Afghanistan gli inglesi tentarono inizialmente la via diplomatica, alla fine optarono per un’invasione militare. Iniziò così la Prima guerra anglo-afghana (1839-1842). L’avanzata fu rapida e i britannici arrivarono rapidamente nella capitale Kabul, e imposero un emiro a loro fedele. Dost Muhammad dopo essere fuggito continuò a combattere, ma alla fine venne catturato.

Il successo inglese fu però una breve illusione. Nel novembre 1841 scoppiò una grande ribellione e gli inglesi furono costretti a ritirarsi, cedendo il paese ad Akbar Khan, figlio di Dost Muhammad. Quest’ultimo, nel 1843, venne liberato e riprese il proprio posto.

Di Riccardo Bernabei

Riccardo Bernabei è uno storico laureatosi in Scienze Storiche all'Università La Sapienza di Roma. Innamorato della storia e delle sue innumerevoli sfaccettature è autore di numerosi articoli storici su History Facts e non solo!

Un pensiero su “Afghanistan, teatro di conflitti: le origini”

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