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La caserma di Bolzaneto doveva essere, secondo un briefing effettuato in prefettura il 7 luglio 2001, un luogo di identificazione preventiva di quei black bloc conosciuti alle Forze dell’Ordine che erano previsti in arrivo a Genova per il G8.

La caserma non fu però mai utilizzata per questo scopo e anzi, il primo arrestato arriverà a Bolzaneto solo il 20 luglio 2001, cioè solo dopo l’avvio dei feroci scontri che devastarono Genova.

A Bolzaneto tra il 20 e il 22 luglio transitarono 240 persone di cui 184 poste in stato d’arresto dalla Polizia.

Caserma di Bolzaneto, dove lo Stato di diritto fu sospeso

G8, “graziato” il medico-torturatore - La Stampa

Bolzaneto fu un carcere lager, un luogo dove il diritto e la legge furono “dimenticati”, dove secondo quanto raccontato dai pubblici ministeri e dai detenuti:

Molte persone furono costrette a stare in piedi per ore e ore, fare la posizione del cigno e della ballerina, abbaiare per poi essere insultati con minacce di tipo politico e sessuale, colpiti con schiaffi e colpi alla nuca e anche lo strappo di piercing, anche dalle parti intime. Molte le ragazze obbligate a spogliarsi, a fare piroette con commenti brutali da parte di agenti presenti anche in infermeria.

Sempre secondo quanto raccontato dai pubblici ministeri nella loro requisitoria:

I medici erano consapevoli di quanto stava accadendo, erano in grado di valutare la gravità dei fatti ed hanno omesso di intervenire pur potendolo fare, hanno permesso che quel trattamento inumano e degradante continuasse in infermeria specificando che soltanto un criterio prudenziale impedisce di parlare di tortura, certo, alla tortura si è andato molto vicini.

Caserma di Bolzaneto, torture e sevizie da parte delle Forze dell’Ordine

Io, pestato nella caserma di Bolzaneto. Tra le risate dei poliziotti e le  urla di dolore degli altri ragazzi” - L'Espresso

I manifestanti dunque furono costretti a stare ore e ore in piedi, con le braccia contro al muro, a loro era impedito andare in bagno, persino vomitare.
Gli arrestati furono vittime di violenze inaudite da parte delle forze di polizia, furono colpiti con pugni e schiaffi anche alla nuca, molestati, insultati, costretti a subire violenza psicologica di ogni tipo.

Alle donne gli agenti di polizia presenti all’interno del carcere di Bolzaneto urlarono:

Vi porteremo in un posto dove morirete, meritate di essere stuprate come succede in Bosnia.

Anche le tecniche di interrogatorio furono giudicate dalla sentenza di primo grado, che condannò 15 persone a un totale di 24 anni di pene complessive, come “inumane”, furono infatti:

inflitte alle persone fermate almeno quattro delle cinque tecniche di interrogatorio che, secondo la Corte Europea sui diritti dell’uomo, chiamata a pronunciarsi sulla repressione dei tumulti in Irlanda negli Anni Settanta, configurano ‘trattamenti inumani e degradanti

Caserma di Bolzaneto, sentenza di primo grado

Bolzaneto, la caserma delle torture del G8

La sentenza di primo grado, in virtù della mancanza del reato di tortura ascrivibile al nostro ordinamento giuridico, si limitò ad applicare, tra gli altri, il reato di abuso d’ufficio come riportato dal dispositivo di sentenza:

L’elenco delle condotte criminose poste in essere in danno delle persone arrestate o fermate transitate nella caserma di Bolzaneto nei giorni compresi tra il 20 e il 22 luglio 2001 consente di concludere, senza alcun dubbio, come ci si trovi dinanzi a comportamenti che rivestono, a pieno titolo, i caratteri del trattamento inumano e degradante e che, quantunque commessi da un numero limitato di autori, che hanno tradito il giuramento di fedeltà alle leggi della Repubblica Italiana e, segnatamente, a quella che ne costituisce la Grundnorme, la Carta Costituzionale, e in una particolare (e si spera irripetibile) situazione ambientale, hanno, comunque, inferto un vulnus gravissimo, oltre a coloro che ne sono stati vittime, anche alla dignità delle Forze della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria e alla fiducia della quale detti Corpi devono godere, in virtù della meritoria attività quotidiana svolta dalla stragrande maggioranza dei loro appartenenti, nella comunità dei cittadini.

Purtroppo, il limite del presente processo è rappresentato dal fatto che, quantunque ciò sia avvenuto non per incompletezza nell’indagine, che è stata, invece, lunga, laboriosa e attenta da parte dell’ufficio del P.M., ma per difficoltà oggettive (non ultima delle quali, come ha evidenziato la Pubblica Accusa, la scarsa collaborazione delle Forze di Polizia, originata, forse, da un malinteso “spirito di corpo”) la maggior parte di coloro che si sono resi direttamente responsabili delle vessazioni risultate provate in dibattimento è rimasta ignoto

Caserma di Bolzaneto, la dura condanna della Corte d’Appello e della Cassazione

G8 Bolzaneto, licenziato medico della caserma. Condannato ma reati  prescritti - Il Fatto Quotidiano

Il 5 marzo 2010 per i fatti occorsi all’interno della caserma di Bolzaneto furono condannati dalla Corte d’Appello 44 indagati e la Cassazione il 14 giugno 2013 arrivò a confermare in parte la precedente sentenza, assolvendo però quattro imputati e condannandone altri sette.

Per la Cassazione quello che avvenne all’interno della Caserma di Bolzaneto fu un:

Clima di completo accantonamento dei principi-cardine dello Stato di diritto

Caserma di Bolzaneto, Corte Europea per i diritti dell’uomo

Il 26 ottobre 2017 la Corte Europea sui diritti dell’uomo di Strasburgo ha pronunciato una storica sentenza nella quale, oltre a condannare l’Italia per il reato di tortura che i 48 ricorrenti dovettero subire durante i momenti passati in carcere a Bolzaneto, costrinse l’Italia a riconoscere come reato penale quello di tortura nell’ordinamento giuridico e quest’ultimo rappresenta senz’altro un elemento storico di fondamentale rilevanza.

Bibliografia e fonti

Di Leonardo Vilona

Mi chiamo Leonardo Vilona, ho venticinque anni e sono uno studente universitario. Frequento il corso di laurea in Scienze Storiche dell’età moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Sono laureato triennale in Storia, Antropologia e Religioni. Titolo di laurea conseguito all’Università La Sapienza di Roma a 22 anni nel 2019 Sono un appassionato di storia, attualità, letteratura, politica, sport e di videogiochi, nel tempo libero inoltre mi dedico al gioco degli scacchi e al tennistavolo. Se volete mandarmi un messaggio privato inviate una mail a: leonardo.vilona@gmail.com

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