Il podcast di History Facts

(ascolta l’articolo)

Sul piano internazionale l’URSS si sentiva isolata e, soprattutto, in pericolo sul fronte orientale.
L’imperialismo giapponese, infatti, minacciava i suoi confini e la Cina aveva interrotto le precedenti relazioni amichevoli dopo la morte, nel 1925, di Sun Yat-sen, fondatore e leader del Guomindang.
Tutte queste situazioni di tensione accesero un dibattito all’interno del partito su quali fossero le scelte economiche più opportune per sostenere e adeguare il sistema militare dell’Unione Sovietica alle necessità della sicurezza.

Sul fronte interno, le quantità di cereali disponibili per il rifornimento delle città, alla fine del 1927, furono inferiori alle necessità.

Stalin dopo aver accusato i kulaki di aver ammassato grosse scorte a fini speculativi, mobilitò circa 30,000 militanti del partito in una campagna di requisizioni che sembrò ripetere la dura esperienza del “comunismo di guerra”.

URSS come grande potenza industriale

I costi umani dei piani quinquennali sovietici - Russia Beyond - Italia

Nella primavera del 1928, poi, senza alcun timore di essere accusato di incoerenza, attuò una decisa svolta in economia. L’obiettivo divenne la trasformazione dell’URSS in una grande potenza industriale.

Da quel momento, egli puntò con decisione a una trasformazione delle basi economiche e sociali del paese, da realizzarsi in due momenti l’industrializzazione a ritmi accelerati e la collettivizzazione forzata dell’agricoltura.

Fra il luglio del 1928 e l’aprile 1929, la minoranza composta da Nikolaj Bucharin e Aleksey Rykov combattè una vera e propria battaglia contro il “nuovo corso” di Stalin.

Tuttavia Stalin nei primi mesi del 1929 accusò entrambi di frazionismo e li destituì dagli organismi dirigenti del partito e dell’Internazionale.

Industrializzazione accelerata attraverso il piano quinquennale

L’URSS tra il 1928 e il 1933 attuò il piano quinquennale che prevedeva un incremento della produzione industriale del 180%, della produzione agricola del 55% e del reddito nazionale del 103%.

Per superare la crisi agraria e cerealicola, Stalin decise di collettivizzare le campagne, sostituendo la miriade di piccole aziende familiari e individuali con grandi unità economiche cooperative (kolchoz) e statali (sovchoz), organizzate su vasta scala e controllate dallo stato.

Il secondo intervento si verificò nell’estate del 1929, quando Stalin sospese il mercato libero del grano e impose la consegna allo stato di quote obbligatorie del prodotto.

Dalla Nep ai piani quinquennali | Pianificazione e programmazione nelle  imprese e nello Stato

Nel novembre 1929 fu elaborato un progetto che avrebbe dovuto portare alla “liquidazione dei kulaki come classe” e alla “collettivizzazione totale” delle zone maggiori produttrici di grano entro la primavera del 1931.

Centinaia di migliaia di kulaki furono deportati lontano dalle loro zone di residenza, adibiti a lavori forzati e sterminati, le loro terre furono espropriate e assegnate ai kolchoz.

Alla fine del 1931 le cooperative controllavano il 69% di tutta la superficie coltivata, ma le campagne erano sull’orlo della guerra civile e la produzione agricola era diminuita.

Verso il terrore staliniano

Purghe staliniane

Nel gennaio 1933, si aprì un dibattito all’interno del comitato centrale del partito per valutare l’opportunità di una fase politica diversa, che alleggerisse le tensioni sociali che il piano aveva generato.

Un gruppo moderato, guidato da Sergei Kirov, segretario del partito a Lelingrado, che poteva contare anche sull’appoggio di molti segretari regionali, cominciò a condizionare le scelte di Stalin e a richiedere una decelerazione dell’industrializzazione e della collettivizzazione forzata.

L’influenza del gruppo moderato raggiunse il punto più alto nella riunione del partito di fine novembre 1934 dove fu abolito il razionamento del pane e fu accettato un piano industriale che prevedeva maggiori investimenti verso l’industria leggera e dei beni di consumo.

Bibliografia e fonti

  • Riassunto tratto da Armocida, P., & Salassa, A. G. (2012). Storia Link – volume 3. Milano-Torino: Pearson-Italia.
  • Luciano Berra, La Russia di Stalin, Milano, Vita e pensiero, 1942.
  • Marco Clementi, “Stalinismo e Grande terrore”, Roma, Odradek, 2008.
  • Foto prese dal web

Di Leonardo Vilona

Mi chiamo Leonardo Vilona, ho venticinque anni e sono uno studente universitario. Frequento il corso di laurea in Scienze Storiche dell’età moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Sono laureato triennale in Storia, Antropologia e Religioni. Titolo di laurea conseguito all’Università La Sapienza di Roma a 22 anni nel 2019 Sono un appassionato di storia, attualità, letteratura, politica, sport e di videogiochi, nel tempo libero inoltre mi dedico al gioco degli scacchi e al tennistavolo. Se volete mandarmi un messaggio privato inviate una mail a: leonardo.vilona@gmail.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »