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Durante il XXIII Congresso del Partito comunista, Stalin, affermò che sarebbe stata prossima l’ora di un possibile conflitto su vasta scala e che sarebbe stato necessario pertanto individuare un accordo di non aggressione con le potenze maggiormente attive nello scenario internazionale.

Dopo una prima idea di accordo con Francia e Regno Unito, Stalin maturò la convinzione che fosse necessario raggiungere un accordo di “non aggressione” con la Germania nazista allo scopo inoltre di spartirsi l’Europa.

Stalin promotore del patto Molotov-Ribbentrop

Perché il Molotov-Ribbentrop sta facendo discutere tutta Europa | Rolling  Stone Italia

Alla base di queste considerazioni per Stalin c’era la volontà di accrescere il dominio dell’Unione Sovietica specialmente su quei Paesi che si affacciano sul Baltico come la Finlandia.
Per questi motivi Stalin decise allora di stipulare un accordo di non aggressione con la Germania e Hitler fu ben felice, nonostante considerasse i bolscevichi come acerrimi nemici, di evitare un doppio fronte di guerra.

La firma del patto Molotov-Ribbentrop arrivò a essere siglata il 23 agosto 1939, pochi giorni dopo, il 1° settembre 1939 la seconda guerra mondiale sarebbe scoppiata con l’attacco tedesco alla Polonia e l’avvio della Blitzkrieg.

La firma del patto Molotov-Ribbentrop a Mosca

Il patto di non aggressione fu firmato a Mosca attraverso i ministri degli esteri dell’Unione Sovietica e Germania Vjačeslav Molotov e Joachim von Ribbentrop, sotto lo sguardo attento e raggiante di Stalin promotore di questo accordo, assente invece Hitler per timore di possibili attentati durante il viaggio che lo avrebbe dovuto portare nell’Unione Sovietica.

La firma del patto di non aggressione provocò numerose perplessità a livello internazionale specialmente nei confronti dell’Italia che nei mesi successivi ebbe modo, attraverso le lettere di Mussolini a Hitler, di condannare questo accordo con l’acerrimo nemico bolscevico.

Il contenuto del patto Molotov-Ribbentrop è composto da sette articoli e altri quattro facente parte di un accordo segretissimo.

Il patto Molotov-Ribbentrop, un accordo di non aggressione

Perché l'Unione Sovietica firmò un patto con Hitler? - Russia Beyond -  Italia

1) Entrambe le alte parti contraenti si obbligano a desistere da qualsiasi atto di violenza, qualsiasi azione aggressiva, e qualsiasi attacco tra loro, individualmente o congiuntamente con altre potenze.

2) Qualora una delle alte parti contraenti dovesse diventare l’oggetto di una azione bellica da parte una terza potenza, l’altra alta parte contraente non darà in alcun modo il proprio sostegno a questa terza potenza

3) I governi delle due alte parti contraenti devono, in futuro, mantenere un continuo contatto gli uni con gli altri, ai fini di consultazione e per lo scambio di informazioni su problemi che riguardano i loro interessi comuni

In questi primi tre articoli viene definita la natura dell’accordo, cioè un patto di non aggressione che fa venire meno qualsiasi tipo velleità militare tra le parti e in caso di aggressione da parte di una “terza potenza” nessuna delle due parti contraenti dovrà sostenere quest’ultima potenza allo scopo di indebolirne l’azione militare.

Inoltre viene deciso che i due governi debbano mantenere stretti contatti ai fini consultivi nel prossimo futuro circa i problemi che riguardano loro interessi comuni come potrebbe essere, ad esempio, l’imminente azione offensiva in Polonia.

Risoluzione delle controversie in via esclusivamente amichevole

Hitler e Stalin si davano la mano - Marcello Veneziani

4) In caso di dispute o conflitti che dovessero sorgere tra le alte parti contraenti, in nessun modo le due Nazioni parteciperanno a qualsiasi raggruppamento di potenze contro l’altro contraente

5) In caso di dispute o conflitti che dovessero sorgere tra le alte parti contraenti su problemi di qualunque tipo, entrambe le parti dovranno risolvere tali controversie o conflitti esclusivamente attraverso amichevole scambio di opinioni o, se necessario, attraverso l’istituzione di commissioni di arbitrato

Gli articoli quattro e cinque identificano la natura non belligerante del patto Molotov-Ribbentrop. In questo senso infatti entrambe le nazioni si impegnano a non partecipare a qualsiasi alleanza di potenze che possa provocare dei danni all’una o all’altra parte contraente.

Inoltre, in caso di contrasti per qualsiasi ragione, Germania e Russia dovranno risolvere queste diatribe esclusivamente in via amichevole e senza ricorrere, per nessun motivo, all’uso delle armi.

Patto Molotov-Ribbentrop: una durata decennale

6) Il presente trattato ha una durata di dieci anni, la validità del presente trattato verrà automaticamente prorogata per altri cinque anni, salvo che una delle alte parti contraenti non si opponga entro un anno prima della scadenza del termine

7) Il presente trattato sarà ratificato nel più breve tempo possibile. Le ratifiche saranno scambiate a Berlino. L’accordo entra in vigore non appena viene firmato

In quest’ultima fase dell’accordo viene indicata la durata di validità del patto Molotov-Ribbentrop che è pari a dieci anni.
Al termine addirittura è previsto un tacito rinnovo di ulteriori cinque anni salvo specifiche opposizioni tra le parti contraenti.
Viene infine indicato che il presente accordo è valido già nel momento della firma da parte del ministro degli esteri tedesco Joachim von Ribbentrop, oltre ovviamente alla controparte di “casa” identificata nella figura del ministro degli esteri sovietico Vjačeslav Molotov.

Patto Molotov-Ribbentrop: il protocollo segreto

Accanto all’accordo vero e proprio fu inoltre aggiunto un “protocollo segreto” siglato da entrambe le alte parti allo scopo di definire eventuali spartizioni territoriali in caso di guerra.
Bisogna specificare che tale protocollo non è mai stato reso pubblico ma ha rappresentato certamente l’elemento più importante dell’intero patto Molotov-Ribbentrop in quanto determinante nei futuri anni di guerra.

1) In caso di riassetto territoriale e politico nei settori appartenenti agli Stati baltici (Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania), il confine settentrionale della Lituania rappresenta il confine delle sfere di influenza della Germania e dell’URSS. A questo proposito l’interesse della Lituania nella zona di Vilna è riconosciuto dalle parti [NdA: la Lituania è di dominio tedesco, mentre Lettonia, Estonia e Finlandia sono sotto quello sovietico.]

2) In caso di riassetto territoriale e politico delle aree appartenenti allo Stato polacco, le sfere d’influenza della Germania e dell’Unione Sovietica sono delimitate approssimativamente dalla linea dei fiumi Narev, Vistola e San. Il problema di sapere se gli interessi di entrambe le parti rendono auspicabile il mantenimento di un polacco Stato indipendente e come tale Stato debba essere limitato, può essere risolto solo nel corso di ulteriori sviluppi politici. In ogni caso entrambi i governi risolveranno la questione per mezzo di un accordo amichevole [NdA: spartizione della Polonia. La parte occidentale cade in mano tedesca, mentre quella ad Est in mano russa.]

3) Per quanto riguarda l’Europa sud-orientale la parte sovietica reclama il suo interesse per la Bessarabia. La Germania dichiara il suo completo disinteresse per questi settori

4) Questo protocollo deve essere trattato da entrambe le parti come rigorosamente segreto

Il primo articolo rappresenta una distinzione di confine in caso di riassetto territoriale e politico indicato dalle parte contraenti per quel che riguarda la Lituania settentrionale.
Il secondo articolo invece è specifico nei riguardi dello Stato polacco e vede l’identificazione delle sfere d’influenza della Germania e dell’Unione Sovietica in modo approssimativo delimitate dai fiumi Narev, Vistola e San.
Il terzo articolo reclama l’interesse Sovietico per la Bessarabia, occupazione che avvenne effettivamente tra il 28 giugno e il 4 luglio 1940 da parte dell’Unione Sovietica.
Il quarto e ultimo articolo sottolinea l’importanza della segretezza del presente protocollo e invita le parti a trattarlo rigorosamente come tale.

La fine del patto Molotov-Ribbentrop

Il patto Molotov-Ribbentrop non durò dieci anni ma si interruppe bruscamente il 22 giugno 1941 quando Hitler ordinò l’avvio dell’operazione Barbarossa che nei piani del leader tedesco avrebbe dovuto piegare le resistenze sovietiche attraverso una formidabile azione a tenaglia su vasta scala.

Stalin dopo un primo momento di sconcerto riuscì a riorganizzare il proprio fronte e negli anni successivi riuscì a ribaltare le sorti del conflitto a suo favore tanto da riuscire a entrare a Berlino il 2 maggio 1945 prima delle truppe alleate.

Bibliografia e fonti

  • Barbero, A. (2014). Come scoppiano le guerre? La seconda guerra mondiale. Sarzana: Festival della Mente.
  • Biagi, E. (1980). La seconda guerra mondiale. Milano: Gruppo editoriale Fabbri.
  • Gentile, E. (2008). Fascismo. Storia e interpretazione. Bologna: Laterza Editore.
  • Mosse, L. G. (2015). Le origini culturali del terzo Reich. Milano: Il Saggiatore S.R.L.
  • Mosse, L. G. (2019). Le guerre mondiali. Dalla tragedia al mito dei caduti. Roma-Bari: LaTerza figli & SPA.
  • Timothy Snyder, Terre di sangue. L’Europa nella morsa di Hitler e Stalin, traduzione di L. Lanza, S. Mancini, P. Vicentini, Collana Storica, Milano, Rizzoli, 2011.
  • I. M. Nekric, Stalin nella seconda guerra mondiale aprì le porte a Hitler?, traduzione di Patricia Martinelli, Roma, Edizioni Tindalo, 1968.
  • Philipp W. Fabry, Il patto Hitler-Stalin, Collana Biblioteca di Storia Contemporanea, Milano, Il Saggiatore, 1965.
  • Foto prese dal web.

Di Leonardo Vilona

Mi chiamo Leonardo Vilona, ho venticinque anni e sono uno studente universitario. Frequento il corso di laurea in Scienze Storiche dell’età moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Sono laureato triennale in Storia, Antropologia e Religioni. Titolo di laurea conseguito all’Università La Sapienza di Roma a 22 anni nel 2019 Sono un appassionato di storia, attualità, letteratura, politica, sport e di videogiochi, nel tempo libero inoltre mi dedico al gioco degli scacchi e al tennistavolo. Se volete mandarmi un messaggio privato inviate una mail a: leonardo.vilona@gmail.com

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