Il podcast di History Facts

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Il 10 maggio 1940 la Francia venne attaccata dalla Germania che superò la linea Maginot con un attacco a sorpresa attraverso la foresta delle Ardenne.

Nel giro di poche settimane l’esercito francese fu completamente sbaragliato tanto che l’esercito inglese, appena sbarcato, dovette compiere un’imponente operazione di salvataggio a Dunkerque per far ripiegare le truppe francesi, in rotta, verso il Regno Unito.

La sfilata di Hitler a Parigi e la fuga di De Gaulle

Places Where You Can Still See Evidence of the Nazi Occupation of Paris

Il 14 giugno 1940 Hitler entrò vittorioso a Parigi in una città dichiarata “aperta” e sfilò sui Campi Elisi.

A seguito dell’occupazione di Parigi il Generale Charles De Gaulle ripiegò in Inghilterra il 17 giugno 1940 dopo aver perso ogni speranza di evitare la firma dell’armistizio.

Da Radio Londra, Charles De Gaulle, allora decise di inviare un messaggio alla nazione cercando di incitare la resistenza attiva all’invasore.
Il messaggio radio del 18 giugno 1940 costò a De Gaulle la perdita del titolo di Generale e la condanna in contumacia a morte da parte della neonata Repubblica di Vichy, collaborazionista tedesca, ma consentì al Generale di gettare le basi per la nascita di un movimento di liberazione nazionale denominato “France Libre” formato da volontari e che durò fino alla fine della guerra.

Radio Londra e il messaggio per la resistenza francese

Il messaggio a Radio Londra fu di importanza decisiva nonostante quest’ultimo non fu preso in considerazione dal governo di Petain che il 22 giugno 1940 firmò l’armistizio di Rethondes.

«I capi, che da numerosi anni sono alla testa delle forze armate francesi, hanno formato un governo.

Questo governo, adducendo la sconfitta delle nostre forze armate, ha preso contatto con il nemico per cessare i combattimenti.

In questa prima parte del messaggio a Radio Londra De Gaulle avvisa la popolazione della maturata decisione del governo Petain di firmare l’armistizio, adducendo la sconfitta delle forze armate francesi.

De Gaulle cerca di informare il suo popolo circa le decisioni prese che appaiono oscure ma che, vista l’occupazione di Parigi e la completa disfatta militare possono apparire come giuste se inserite nel contesto storico.

De Gaulle riconosce la forza soverchiante tedesca

De Gaulle, la Francia sopra ogni cosa e subito dopo un'Europa non allineata  - La Stampa

Certo, noi siamo stati, noi siamo surclassati dalla forza meccanica, terrestre e aerea, del nemico.

Infinitamente più del loro numero, sono i carri, gli aerei, la tattica dei tedeschi che ci fanno indietreggiare. Sono i carri, gli aerei, la tattica dei tedeschi che hanno sorpreso i nostri capi al punto da condurli là dove essi oggi si trovano.

Ma l’ultima parola è stata detta? La speranza deve svanire? La sconfitta è definitiva? No!

Credete a me, a me che vi parlo con conoscenza di causa, e vi dico che nulla è perduto per la Francia. Gli stessi mezzi che ci hanno sconfitto possono portarci un giorno alla vittoria.

De Gaulle riconosce che la Francia sia stata surclassata dal nemico in questa prima fase di guerra.
Tuttavia il generale ripudia la possibilità di cedere a una sconfitta definitiva, cercando di spronare il proprio popolo alla resistenza sottolineando che non tutto fosse in realtà perduto.

“La Francia non è sola”, l’appello di De Gaulle alla resistenza

Charles de Gaulle: un «malato» di protagonismo

Perché la Francia non è sola! Non è sola! Non è sola! Ha dietro di sé un grande Impero. Può far blocco con l’Impero britannico che controlla il mare e continua la lotta. Può, come l’Inghilterra, utilizzare senza limiti l’immensa industria degli Stati Uniti.

Questa guerra non è limitata allo sfortunato territorio del nostro Paese. Questa guerra non è decisa dalla battaglia di Francia. Questa guerra è una guerra mondiale. Tutte le responsabilità, tutti i ritardi, tutte le sofferenze non impediscono la possibilità di far ricorso a tutti i mezzi che vi sono nell’universo, necessari a schiacciare un giorno i nostri nemici. Folgorati oggi dalla forza meccanica noi potremo vincere in futuro grazie ad una forza meccanica superiore. Il destino del mondo è là.

De Gaulle afferma perentoriamente che la Francia non è sola ma in realtà può contare sull’appoggio britannico e sull’immensa industria americana.
Per la prima volta De Gaulle introduce il concetto di “guerra mondiale” e lo fa attraverso Radio Londra cercando di risvegliare le coscienze dei propri concittadini.
Per De Gaulle ciò che ha schiacciato oggi i francesi potrà in realtà essere ribaltato e la vittoria è solo questione di tempo affermando che il destino del mondo passa anche dal destino della Francia stessa.

La fiamma della resistenza non si spegnerà

Ritratto di Charles De Gaulle, l'uomo che terrorizzò l'Italia - Pagina 2 di  3 - Il Riformista

Io, Generale de Gaulle, attualmente a Londra, io invito gli ufficiali ed i soldati francesi che si trovano in territorio britannico o che vi si troveranno in futuro, con le loro armi o anche disarmati, io invito gli ingegneri e gli specialisti delle industrie d’armamenti che si trovano in territorio britannico, o che vi si troveranno in futuro, a mettersi in rapporto con me.

Qualunque cosa accada, la fiamma della resistenza francese non si dovrà spegnere e non si spegnerà.

Domani, come oggi, io parlerò alla Radio di Londra.»

Il Generale De Gaulle in questa ultima fase del discorso rivolge un accorato appello a tutte le parti in causa chiedendo che esse si mettano in rapporto con lui nel tentativo di organizzare una difesa organizzata della Francia dall’Inghilterra.
Per De Gaulle è fondamentale che la fiamma della resistenza francese non si spenga.

Al messaggio di De Gaulle a Radio Londra ne seguiranno altri, come anticipato dallo stesso Generale, nei giorni successivi.

De Gaulle tornerà in Francia solo il 14 giugno 1944 a Courseulles-sur-Mer.

Bibliografia e fonti

  • Biagi, E. (1980). La seconda guerra mondiale. Milano: Gruppo editoriale Fabbri.
  • Mosse, L. G. (2019). Le guerre mondiali. Dalla tragedia al mito dei caduti. Roma-Bari: LaTerza figli & SPA.
  • Jean-Louis Crémieux-Brilhac, L’Appel du 18 juin, Armand Colin, 2010
  • Foto prese dal web.

Di Leonardo Vilona

Mi chiamo Leonardo Vilona, ho 26 anni e sono un docente di scuola secondaria. Sono laureato triennale in Storia, Antropologia e Religioni. Titolo di laurea conseguito all’Università La Sapienza di Roma nel 2019. Sono laureato magistrale in Scienze Storiche. Medioevo, età moderna, età contemporanea. Titolo di laurea conseguito all'Università La Sapienza di Roma nel 2021 con votazioni di 110/110. Sono un appassionato di storia, attualità, letteratura, politica, sport e di esport, nel tempo libero inoltre mi dedico al gioco degli scacchi e al tennistavolo. Se volete mandarmi un messaggio privato inviate una mail a: leonardo.vilona@gmail.com

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