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A seguito della sconfitta di Amiens avvenuta l’11 agosto 1918, in Germania venne formato un governo di coalizione democratica che includeva per la prima volta rappresentanti del Partito socialdemocratico.

La situazione, tuttavia, precipitò il 3 novembre 1918, quando i marinai della flotta tedesca con base a Kiel si rivoltarono e, dopo aver formato un consiglio dei soldati e degli operai, chiesero la fine della guerra.

La fine della guerra e la proclamazione della Repubblica

La carrozza ristorante dove, un secolo fa, finì la Grande Guerra

Nelle città più importanti si formarono dunque dei consigli rivoluzionari che, in molti casi, presero il potere civile e militare, con l’obiettivo di costruire una repubblica di tipo sovietico.
Il 9 novembre i lavoratori berlinesi scesero in sciopero e, dopo uno scontro con reparti dell’esercito, occuparono gli uffici governativi, la centrale di polizia, le caserme.
A quel punto Guglielmo II sentendosi in trappola abdicò e fuggì in Olanda senza indicare un successore, lasciando il paese in un vuoto di potere.

Nello stesso giorno, il socialdemocratico Philipp Scheidemann proclamò la repubblica, anticipando di poche ore i comunisti tedeschi che erano pronti ad annunciare l’istituzione di una repubblica sovietica.
A capo del governo provvisorio denominato “consiglio dei commissari del popolo” fu proclamato Friedrich Ebert.

L’11 novembre 1918 il nuovo governo sottoscrisse l’armistizio con la Gran Bretagna e la Francia.

Lega di Spartaco e settimana di sangue

Rivolta spartachista - Wikipedia

Le profonde divergenze della sinistra tedesca rendevano debole il governo dei commissari del popolo.
I socialdemocratici, che costituivano la maggioranza, consideravano il sistema parlamentare come l’unica forma di democrazia, senza alcuna concessione a soluzioni di tipo leninista.

I socialisti indipendenti dell’Uspd, invece, erano favorevoli a una ripartizione di poteri fra parlamento e consigli, e abbandonarono, dopo solo sette settimane, il governo di Ebert.
Infine, alla sinistra dei socialisti indipendenti si collocavano i socialisti della Lega di Spartaco.

Il 1° gennaio 1919 Liebknecht e Luxemburg (Lega di Spartaco) fondarono il Partito comunista tedesco.
Nei primi giorni di gennaio, a Berlino, il neonato Partito comunista diede vita a un tentativo insurrezionale che Ebert decise di reprimere nel sangue.

In sei giorni di guerra civile (la settimana di sangue, iniziata il 6 gennaio 1919) fu eliminato fisicamente il gruppo dirigente comunista, compresi Liebknecht e Luxemburg.

La repressione si estese alle altre città in rivolta, come Amburgo e Lipsia.
Particolarmente violento fu l’intervento in Baviera dove, nell’aprile del 1919, era stata istituita una repubblica socialista.

La nascita della Repubblica di Weimar

Il governo dei commissari del popolo convocò l’assemblea nazionale a Weimar e come primo atto procedette all’elezione del presidente della repubblica, nella persona di Ebert.

Quest’ultimo, a sua volta, nominò il socialdemocratico Scheidemann primo ministro.
L’assemblea affrontò quindi il problema di definire quale costituzione porre a fondamento della Repubblica.
Dopo sei mesi di lavori, il testo definitivo fu approvato il 31 luglio 1919.

Bibliografia e fonti

  • Riassunto tratto da Armocida, P., & Salassa, A. G. (2012). Storia Link – volume 3. Milano-Torino: Pearson-Italia.
  • Mosse, L. G. (2015). Le origini culturali del terzo Reich. Milano: Il Saggiatore S.R.L.
  • Mosse, L. G. (2019). Le guerre mondiali. Dalla tragedia al mito dei caduti. Roma-Bari: LaTerza figli & SPA.
  • Foto prese dal web

Di Leonardo Vilona

Mi chiamo Leonardo Vilona, ho venticinque anni e sono uno studente universitario. Frequento il corso di laurea in Scienze Storiche dell’età moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Sono laureato triennale in Storia, Antropologia e Religioni. Titolo di laurea conseguito all’Università La Sapienza di Roma a 22 anni nel 2019 Sono un appassionato di storia, attualità, letteratura, politica, sport e di videogiochi, nel tempo libero inoltre mi dedico al gioco degli scacchi e al tennistavolo. Se volete mandarmi un messaggio privato inviate una mail a: leonardo.vilona@gmail.com

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