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Gli anni che vanno dal ritiro della Germania dalla società delle nazioni (1933) allo scoppio del secondo conflitto mondiale (1939) furono caratterizzati dall’incessante opera di destabilizzazione dell’equilibrio internazionale condotta da Hitler.

All’inizio del 1935, il Fuhrer, violò apertamente i trattati di Versailles, dando il via al riarmo della Germania e reintroducendo la leva militare obbligatoria.
I rappresentanti delle nazioni più importanti, Francia, Gran Bretagna e Italia, si riunirono dunque a Stresa nell’aprile del 1935 allo scopo di stabilire una linea comune in funzione antitedesca.

L’asse Roma-Berlino

Hitler però approfittò dell’inconsistenza delle azioni della Società delle Nazioni e nel marzo del 1936 occupò militarmente la Renania che era smilitarizzata dal 1918, segnando il decisivo tracollo dell’assetto politico internazionale disegnato a Versailles.

Un mese dopo firmò con la Gran Bretagna un accordo navale che permetteva alla Germania di costruire una propria flotta da guerra.

Nell’ottobre del 1936 fu invece siglato un accordo di alleanza tra Germania e Italia che prese il nome di “asse Roma-Berlino“.
Un mese dopo, Hitler coronò la sua strategia di alleanze firmando con il Giappone il patto anti Comintern, in funzione antisovietica.

Dall’Anschluss alla Conferenza di Monaco

Dopo aver riarmato la Germania e occupato la Renania, le mire espansionistiche di Hitler si concentrarono, in primo luogo, sull’annessione (Anschluss) dell’Austria.
Il 12 marzo 1938 le truppe naziste invasero il Paese e il giorno dopo il Fuhrer venne accolto trionfalmente a Vienna.

Incoraggiato dal successo austriaco, Hitler chiese ufficialmente al governo cecoslovacco la cessione alla Germania dei Sudeti, regione la cui popolazione era in maggior parte di lingua tedesca.
I capi di stato di Francia, Italia, Germania e Regno Unito allora organizzarono a Monaco di Baviera una riunione (Conferenza di Monaco 29-30 settembre 1938) per scongiurare il rischio di una nuova guerra europea.

Accordo di Monaco e la strategia franco-britannica contro l'Unione  Sovietica | Madre Russia

Le democrazie occidentali si illusero di aver risolto il problema dell’espansionismo tedesco accettando l’annessione dei Sudeti alla Germania nazista ma in realtà già dall’ottobre 1938 Hitler aveva pronti i piani per l’occupazione della Boemia e della Moravia, ossia della parte più popolosa della Cecoslovacchia, che gli avrebbe permesso il controllo delle vie di comunicazione con l’Europa orientale e l’area danubiana.

Il 15 marzo 1939 l’esercito del Fuhrer entrò a Praga, la Cecoslovacchia cessò di esistere.

Il patto Molotov-Ribbentrop, un preludio di guerra

Dopo il fallimento della conferenza di Monaco e l’annessione della Cecoslovacchia al Reich, Regno Unito e Francia abbandonarono la linea politica attendista e firmarono un patto di assistenza militare con la Polonia.

Hitler infatti aveva lanciato un ultimatum al 1939 al governo polacco in cui chiedeva la cessione del “corridoio di Danzica” che separava la Prussia orientale dalla Germania.

Nell’aprile 1939, le truppe italiane invasero e conquistarono l’Albania, alimentando le tensioni con le nazioni democratiche.

Patto d'Acciaio - Wikipedia

Circa un mese dopo, i due stati fascisti firmarono una vera e propria alleanza militare siglando il patto d’acciaio.
L’accordo prevedeva che, in caso di guerra, le due nazioni avrebbero dovuto intervenire l’una a fianco dell’altra.

Al momento della firma dell’accordo il Fuhrer stava già preparando i piani per l’aggressione della Polonia.
Sapendo di non poter contare sull’aiuto immediato dell’Italia e preoccupato dalla possibilità di una guerra su due fronti, Hitler intavolò una trattavia con l’Unione Sovietica, approfittando delle reciproche diffidenze tra Stalin e le potenze democratiche.

Il Patto Molotov-Ribbentrop

Il 23 agosto 1939 i ministri degli esteri tedesco e russo, Joachim Von Ribbentrop e Vjaceslav Molotov, firmarono un patto decennale di non aggressione.
Si trattò in realtà di un gesto di spregiudicato realismo che assicurava ad ambo le parti considerevoli vantaggi.

In questo senso infatti l’Unione Sovietica si assicurò notevoli vantaggi territoriali a seguito della firma di un protocollo segreto che prevedeva tra le altre cose una spartizione dell’Europa orientale con la conquista dalla Polonia orientale, degli stati baltici e parte della Romania.

Bibliografia e fonti

  • Riassunto tratto da Armocida, P., & Salassa, A. G. (2012). Storia Link – volume 3. Milano-Torino: Pearson-Italia.
  • Barbero, A. (2014). Come scoppiano le guerre? La seconda guerra mondiale. Sarzana: Festival della Mente.
  • Biagi, E. (1980). La seconda guerra mondiale. Milano: Gruppo editoriale Fabbri.
  • Gentile, E. (2008). Fascismo. Storia e interpretazione. Bologna: Laterza Editore.
  • Mosse, L. G. (2015). Le origini culturali del terzo Reich. Milano: Il Saggiatore S.R.L.
  • Mosse, L. G. (2019). Le guerre mondiali. Dalla tragedia al mito dei caduti. Roma-Bari: LaTerza figli & SPA.
  • Foto prese dal web.

Di Leonardo Vilona

Mi chiamo Leonardo Vilona, ho 26 anni e sono un docente di scuola secondaria. Sono laureato triennale in Storia, Antropologia e Religioni. Titolo di laurea conseguito all’Università La Sapienza di Roma nel 2019. Sono laureato magistrale in Scienze Storiche. Medioevo, età moderna, età contemporanea. Titolo di laurea conseguito all'Università La Sapienza di Roma nel 2021 con votazioni di 110/110. Sono un appassionato di storia, attualità, letteratura, politica, sport e di esport, nel tempo libero inoltre mi dedico al gioco degli scacchi e al tennistavolo. Se volete mandarmi un messaggio privato inviate una mail a: leonardo.vilona@gmail.com

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