L’altro giorno ho terminato il libro: “Le guerre mondiali. Dalla tragedia al mito dei caduti.

Mai avrei pensato di leggere una monografia sulle due guerre mondiali che tratta del mito dell’esperienza della guerra.

Guerra come esperienza mitizzante

La Prima Guerra mondiale fra storia e uso pubblico del passato -  Novecento.org

Le guerre intese come esperienza mitizzante di un processo politico, storico, culturale, religioso, personale.
George L. Mosse ha deciso di salire in cattedra con questo libro fornendo al pubblico una visione delle guerre profondamente diversa dal freddo racconto cronologico degli avvenimenti.

Mito dell’esperienza della guerra

Prima guerra mondiale schema: riassunto delle fasi della guerra

In questo libro le date, così come i nomi, sembrano inserite in una cornice concettuale di fatti, di momenti, di sensazioni ed emozioni.
Capita spesso dunque di imbattersi nell’esperienza della trincea, della morte, della sofferenza.
Un momento prima mitizzate positivamente, propagandate, usate come strumento di eroismo e amor patrio, un attimo dopo ecco spuntare i memoriali, le tombe, i cimiteri monumentali, i militi ignoti a testimonianza dell’atrocità della guerra.

Banalizzazione e ambiente di guerra

Il processo di banalizzazione - Cogito ergo adsum

Per George L. Mosse le guerre mondiali passano anche attraverso due processi.
Il primo è quello della banalizzazione della guerra.
Il secondo è quello della natura della guerra in relazione all’ambiente nel quale è combattuta.

Mosse dipinge il suo quadro, parla di cartoline inviate alle famiglie dei soldati che ritraggono scene di trincea, in lontananza i corpi dei soldati uccisi a fare da sfondo nebuloso all’esperienza ritenuta positiva della guerra.

Natura intesa come esperienza del mito della guerra

Prima guerra mondiale: natura e uomini sul fronte dolomitico - MeteoWeb

Infine la natura della guerra, l’ambiente, il campo di battaglia, dipinto da Mosse come se fosse tratto da una corrente puntinista.
Il simbolo della montagna, del fiume, della collina, un attimo prima in mano al nemico, un attimo dopo in mano al soldato che valorosamente ci ha piantato, con la forza, la propria bandiera.
Ogni scenario di guerra è diverso, ogni ambiente di guerra è diverso e simboleggia la grandezza, la forza morale e fisica degli interpreti della battaglia.

Informazione e trasparenza mettono fine al mito

Cinegiornali Luce – Ascari e Schiavoni

Infine Mosse chiude il racconto scrivendo che il mito dell’esperienza della guerra viene meno quando subentrano l’informazione e la trasparenza.
Il ricordo dei cinegiornali, dei telegiornali, che anche oggi raccontano nel dettaglio le atrocità delle battaglie ci permette infatti di vedere la guerra non più come un mito da raggiungere ma come un mostro da evitare.

Per Mosse il mito dell’esperienza della guerra muore quando la luce della conoscenza si accende.

Di Leonardo Vilona

Mi chiamo Leonardo Vilona, ho venticinque anni e sono uno studente universitario. Frequento il corso di laurea in Scienze Storiche dell’età moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Sono laureato triennale in Storia, Antropologia e Religioni. Titolo di laurea conseguito all’Università La Sapienza di Roma a 22 anni nel 2019 Sono un appassionato di storia, attualità, letteratura, politica, sport e di videogiochi, nel tempo libero inoltre mi dedico al gioco degli scacchi e al tennistavolo. Se volete mandarmi un messaggio privato inviate una mail a: leonardo.vilona@gmail.com

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