Gandhi aveva già provato nel luglio del 1939 a scrivere a Hitler per fermare la guerra che sarebbe poi scoppiata in poche settimane coinvolgendo tutto il mondo nel giro di pochi mesi.
Tuttavia la lettera fu intercettata dalle autorità britanniche e censurata, pertanto mai recapitata al destinatario.
Stessa sorte toccò anche alla lettere del 24 dicembre 1940, molto più corposa e decisa, che Gandhi cercò di spedire al dittatore tedesco in piena guerra poco prima di Natale.

Dear friend Hitler

Gandhi to Hitler / Dear Friend Hitler | Hindi Movie News - Times of India

Sulla storia delle lettere è stato anche sceneggiato un film dal titolo “Dear friend Hitler” pubblicato nel 2011 e che ha scatenato non poche polemiche e fu definito dal The Times of Indiaunnecessary play with history“.

Caro amico,
se vi chiamo amico, non è per formalismo. Io non ho nemici. Il lavoro della mia vita da più di trentacinque anni è stato quello di assicurarmi l’amicizia di tutta l’umanità, senza distinzione di razza, di colore o di credo. Spero che avrete il tempo e la voglia di sapere come una parte importante dell’umanità che vive sotto l’influenza di questa dottrina di amicizia universale considera le vostre azioni.

In questa seconda lettera Gandhi si rivolge nuovamente a Hitler chiamandolo “Caro amico” andando poi a specificare, anche con un velo di sottile ironia, che non è stato per formalismo ma semplicemente perchè Gandhi non aveva nemici e l’amicizia dell’umanità era l’obiettivo della sua vita.
Gandhi vuol far sapere a Hitler cosa ne pensa circa la guerra che nel giro di un anno aveva portato il mondo sull’orlo del baratro con l’Europa freddamente dilaniata dal conflitto e dalla morte.

Gandhi contro gli atti mostruosi del Reich

Gandhi's Appeal To Hitler For World Peace

Non dubitiamo della vostra bravura e dell’amore che nutrite per la vostra patria e non crediamo che siate il mostro descritto dai vostri avversari. Ma i vostri scritti e le vostre dichiarazioni, come quelli dei vostri amici e ammiratori, non permettono di dubitare che molti dei vostri atti siano mostruosi e che attentino alla dignità umana, soprattutto nel giudizio di chi, come me, crede all’amicizia universale.

Il tono di Gandhi è questa volta meno propositivo rispetto all’altra lettera, molto più chiaro e deciso. Gandhi sottolinea che gli atti che Hitler ha compiuto e sta compiendo sono degli atti mostruosi e che attentano alla dignità umana.
Le parole sono assolutamente infuocate e preannunciano una lettera dura e un duro attacco al leader tedesco.

Gandhi definisce “vili” le conquiste tedesche

LA “NON BELLIGERANZA” FASCISTA (1° settembre 1939-11 giugno 1940) |  TELEVIGNOLE

È stato così con la vostra umiliazione della Cecoslovacchia, col rapimento della Polonia e l’assorbimento della Danimarca. Sono consapevole del fatto che, secondo la vostra concezione della vita, quelle spoliazioni sono atti lodevoli. Ma noi abbiamo imparato sin dall’infanzia a considerarli come atti che degradano l’umanità. In tal modo non possiamo augurarci il successo delle vostre armi. Ma la nostra posizione è unica. Noi resistiamo all’imperialismo britannico quanto al nazismo. Se vi è una differenza, è una differenza di grado.

Gandhi parla in maniera assolutamente chiara definendo le conquiste di Cecoslovacchia, Polonia e Danimarca come atti vili di un governo senza morale capace di interpretare quelle spoliazioni come atti lodevoli.

Gandhi è molto chiaro anche nell’affermare che l’India è contro il Regno Unito così come contro il nazismo, entrambi imperialismi da estirpare e da cambiare.

Gandhi contro l’imperialismo britannico e nazista

Empowering Women vs Experiments with Sexuality: Was Gandhi a Feminist?

Un quinto della razza umana è stato posto sotto lo stivale britannico con mezzi inaccettabili. La nostra resistenza a questa oppressione non significa che noi vogliamo del male al popolo britannico. Noi cerchiamo di convertirlo, non di batterlo sul campo di battaglia. La nostra rivolta contro il dominio britannico è fatta senza armi. Ma che noi si riesca a convertire o meno i britannici, siamo comunque decisi a rendere il loro dominio impossibile con la non cooperazione non violenta. Si tratta di un metodo invincibile per sua natura.

Gandhi infatti sintetizza perfettamente la volontà indiana che mira a convertire l’imperialismo britannico con una rivolta senza armi e con la non cooperazione non violenta.

Si basa sul fatto che nessun sfruttatore potrà mai raggiungere il suo scopo senza un minimo di collaborazione, volontaria o forzata, da parte della vittima, I nostri padroni possono possedere le nostre terre e i nostri corpi, ma non le nostre anime. Essi non possono possedere queste ultime che sterminando tutti gli indiani, uomini, donne e bambini. E’ vero che tutti non possono elevarsi a tale grado di eroismo e che la forza può disperdere la rivolta, ma non è questa la questione. Perché se sarà possibile trovare in India un numero conveniente di uomini e di donne pronti, senza alcuna animosità verso gli sfruttatori a sacrificare la loro vita piuttosto che piegare il ginocchio di fronte a loro, queste persone avranno mostrato il cammino che porta alla liberazione dalla tirannia violenta. Vi prego di credermi quando affermo che in India trovereste un numero inaspettato di uomini e donne simili. Essi hanno ricevuto questa formazione da più di vent’anni.

Gandhi spiega in questa parte centrale della lettera le ragioni che spingono il popolo indiano a reagire pacificamente all’oppressione. Chiaramente il riferimento puro non è all’India ma alla Germania Nazista la quale tanto dolore stava procurando all’epoca in tutta Europa. Gandhi pertanto vuole quasi sfidare Hitler affermando che se in India la non violenza è riuscita a fare breccia nel chiuso sistema imperialistico britannico allora anche la Germania allo stesso modo potrebbe avere problemi.

Non violenza come strumento di pace

Gandhi in Britain - HistoryExtra

Con la tecnica della non violenza, come ho detto, la sconfitta non esiste. Si tratta di un «agire o morire senza uccidere nè ferire. Essa può essere utilizzata praticamente senza denaro e senza l’aiuto di quella scienza della distruzione che voi avete portato a un tale grado di perfezione. Io sono stupito dal fatto che voi non vediate come questa non sia monopolio di nessuno. Se non saranno i britannici, sarà qualche altra potenza a migliorare il vostro metodo e a battervi con le vostre stesse armi. Non lascerete al vostro popolo un’eredità di cui potrà andare fiero. Non potrà andare orgoglioso raccontando atti crudeli, anche se abilmente preparati. Vi chiedo dunque in nome dell’umanità di cessare la guerra. In questa stagione in cui i cuori dei popoli d’Europa implorano la pace, noi abbiamo sospeso anche la nostra stessa lotta pacifica. Non è troppo chiedervi di fare uno sforzo per la pace in un momento che forse non significherà nulla per voi, ma che deve significare molto per i milioni di europei di cui io sento il muto clamore per la pace, perché le mie orecchie sono abituate a sentire le masse silenziose.

Gandhi dunque passa all’attacco chiedendo esplicitamente a Hitler di cessare la guerra. Sono parole profonde quelle che Gandhi pronuncia con rispetto nei confronti delle “masse silenziose” europee che dopo oltre un anno di guerra reclamano la pace.
Non è attraverso atti crudeli, dice Gandhi, che le future generazioni otterranno una degna eredità dalla storia.

Gandhi si rivolge anche a Mussolini

ABLOCUTIO: GANDHI! Uno dei tantissimi bocconi amari che si finge di non  sapere, Gandhi e Mussolini

Avevo intenzione d’indirizzare un appello congiunto a voi e al signor Mussolini, che ho avuto l’onore di incontrare all’epoca del mio viaggio in Inghilterra come delegato alla Conferenza della tavola rotonda. Spero che egli vorrà considerare questo come se gli fosse stato indirizzato, con i necessari mutamenti.

M. K. Gandhi

Gandhi chiude questa lettera con un pensiero rivolto anche a Mussolini che aveva incontrato nella Conferenza della tavola rotonda (e poi anche a Roma) nel 1931 e di cui conserva un buon ricordo (onore di incontrare, ndr.).

In definitiva Gandhi ha cercato, in maniera assolutamente diretta, di far cessare la guerra. Se questa lettera fosse arrivata a destinazione avrebbe magari potuto cambiare le sorti dell’umanità risparmiando ulteriori anni di atroci sofferenze.
Tuttavia è altresì probabile che questa lettera sarebbe stata ignorata da Hitler, così come da Mussolini, oramai decisi nel loro piano di conquista in Europa e nel mondo con i Paesi dell’Asse.

Di Leonardo Vilona

Mi chiamo Leonardo Vilona, ho 26 anni e sono un docente di scuola secondaria. Sono laureato triennale in Storia, Antropologia e Religioni. Titolo di laurea conseguito all’Università La Sapienza di Roma nel 2019. Sono laureato magistrale in Scienze Storiche. Medioevo, età moderna, età contemporanea. Titolo di laurea conseguito all'Università La Sapienza di Roma nel 2021 con votazioni di 110/110. Sono un appassionato di storia, attualità, letteratura, politica, sport e di esport, nel tempo libero inoltre mi dedico al gioco degli scacchi e al tennistavolo. Se volete mandarmi un messaggio privato inviate una mail a: leonardo.vilona@gmail.com

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