Il 25 agosto 1939, a pochi giorni dall’inizio dell’attacco alla Polonia, Hitler inviò una lettera a Mussolini chiedendo di quali materiali l’Italia avesse bisogno per poter entrare in guerra a fianco della Germania nel caso in cui il Reich avesse invaso la Polonia.

La lista del Molibdeno: una dichiarazione di neutralità

Nella mattinata del 26 agosto 1939 a Palazzo Venezia fu indetta una riunione d’urgenza con la presenza di tutti i generali delle forze armate e i principali gerarchi fascisti tra cui Galeazzo Ciano e lo stesso Mussolini.

La risposta che venne elaborata rasentò l’assurdo.
Mussolini infatti nel pomeriggio inviò a Hitler una lunghissima lista di materiali, impossibile da soddisfare.
La lettera prese il nome di “Lista del molibdeno” per via delle 600 tonnellate di Molibdeno che sarebbe dovuto servire per la produzione di aerei e missili.

Lista del Molibdeno: una richiesta impossibile da soddisfare

La timorosa "decisione irrevocabile" della guerra fascista.

«Führer, ho riunito stamani i capi di Stato Maggiore dell’Esercito, della Marina, dell’Aviazione, presenti il ministro Ciano e quello delle Comunicazioni, ed ecco il minimo che occorre alle Forze Armate italiane per sostenere una guerra di dodici mesi oltre a quello che abbiamo:

carbone per il gas e la siderurgia 6000000 t

acciaio 2000000 t

petrolio 7000000 t

legno 1000000 t

rame 150000 t

nitrato di sodio 220000 t

sali potassici 70000 t

colofonia 25000 t

gomma 22000 t

toluolo 18000 t

essenza di trementina 6000 t

piombo 10000 t

stagno 7000 t

nikelio 5000 t

molibdeno 600 t

tungsteno 600 t

zirconio 20 t

titanio 400 t

Appare chiaro che la lista sia estremamente e volutamente sproporzionata. Lo storico Bocca scrisse che per soddisfare tutte le richieste di Mussolini sarebbero serviti 17000 treni da 50 vagoni ciascuno.
La risposta di Mussolini fu dunque una apparente provocazione atta a manifestare la propria insofferenza per un’entrata in guerra prematura a causa di una disorganizzazione pressochè totale delle forze armate e dell’intero apparato statale.

Sempre Giorgio Bocca commentò che la richiesta di Hitler fu interpretata dagli italiani come: “l’ancora di salvezza cui la furberia italiana si attacca senza ritegno e senza stile.

Un goffo tentativo di scansare gli obblighi del Patto D’Acciaio firmato il 22 maggio 1939 tra l’Italia e la Germania e che avrebbe dovuto quindi portare l’Italia in guerra al fianco della Germania nazista in caso di attacco alla Polonia.

Sacrifici enormi per l’Italia in caso di entrata in guerra

Patto d'Acciaio - Wikipedia

Senza la certezza di questi rifornimenti, ho il dovere di dirVi che i sacrifici ai quali io chiamerei il popolo italiano – sicuro di essere ubbidito – potrebbero essere vani e comprometterebbero con la mia anche la Vostra causa.

Mussolini appare risoluto nel difendere la propria linea, auspicando un intervento di Hitler in suo aiuto come richiesto nella Lista del Molibdeno anche se, in verità, è assolutamente sicuro che la Germania non possa soddisfare queste richieste.
Mussolini infatti aumentò volontariamente del 220% le cifre che i propri analisti e generali militari gli avevano portato sul piatto durante la compilazione della lista arrivando quindi a chiedere delle cifre assolutamente spropositate rispetto alle reali necessità italiane.

Mussolini scrive a Hitler che in caso contrario, cioè in caso di mancato sostegno, l’intervento dell’Italia avrebbe richiesto sacrifici enormi al popolo italiano e avrebbe compromesso addirittura l’intera causa dell’asse.

Italia disponibile per una soluzione politica

Mussolini e Hitler. Due dittatori a confronto (2). Il famoso incontro di  Roma del maggio 1938 « Ponza Racconta

Se voi credete che ci sia ancora una qualsiasi possibilità di soluzione sul terreno politico, io sono pronto a darVi – come altre volte – la mia piena solidarietà e a prendere le iniziative che possiate ritenere utili allo scopo».

Mussolini infine ricorda a Hitler che qualora fosse necessario l’Italia sarebbe stata a disposizione per eventuali colloqui diplomatici nel tentativo di trovare una soluzione sul terreno politico.

Una soluzione che appena 6 giorni dopo non fu più percorribile poiché dopo l’Incidente di Gleiwitz la Germania nazista attaccò la Polonia dando inizio alla seconda guerra mondiale il 1 settembre 1939.

La Lista del Molibdeno fu consegnata dall’ambasciatore italiano a Berlino, Bernardo Attolico, a Joachim von Ribbentrop affinchè fosse trasmessa a Hitler, sottolineando come il materiale dovesse essere inviato nel più breve tempo possibile all’Italia.

Hitler su tutte le furie per la lista del molibdeno

Hilter e il professor Castrucci: licenziamo anche Heidegger? - Il Riformista

Hitler, appreso il contenuto delle lettera ebbe uno scatto d’ira, condannando il gesto di Mussolini e definendo l’Italia come una sorta di “voltagabbana” facendo riferimento a ciò che successe nel 1914 quando l’Italia con la sua dichiarazione di neutralità si era chiamata inizialmente fuori dalla prima guerra mondiale.

Hitler rispose a Mussolini velocemente:

“L’ambasciatore Attolico, in base ad istruzioni orali, mi ha comunicato che tutto il materiale dovrebbe trovarsi in Italia prima dell’inizio delle ostilità. Questo, Duce, non può essere risolto né dal punto di vista organizzativo né da quello dei trasporti […] Poiché l’ambasciatore Attolico ha presentato come condizione decisiva la richiesta dell’immediata consegna di tutto il materiale prima dello scoppio della guerra, io vedo con mio dispiacere che il soddisfacimento del Vostro desiderio non è possibile, come ho detto sopra, per ragioni puramente organizzative e tecniche.”

Hitler scrive dunque a Mussolini che per questioni puramente “organizzative e tecniche” non sarebbe stato possibile soddisfare le richieste dell’Italia.
Hitler quindi aveva compreso di dover combattere la futura guerra con la Polonia in solitaria poiché l’Italia non sarebbe mai entrata in guerra nel breve periodo al fianco del Reich.

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Di Leonardo Vilona

Mi chiamo Leonardo Vilona, ho venticinque anni e sono uno studente universitario. Frequento il corso di laurea in Scienze Storiche dell’età moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Sono laureato triennale in Storia, Antropologia e Religioni. Titolo di laurea conseguito all’Università La Sapienza di Roma a 22 anni nel 2019 Sono un appassionato di storia, attualità, letteratura, politica, sport e di videogiochi, nel tempo libero inoltre mi dedico al gioco degli scacchi e al tennistavolo. Se volete mandarmi un messaggio privato inviate una mail a: leonardo.vilona@gmail.com

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