Charles De Gaulle che cammina sui Campi Elisi è simbolo di rinascita, è simbolo di liberazione, è simbolo di una occupazione che è stata eliminata con il coraggio della resistenza, con il valore dei francesi, con il sangue dei soldati sacrificati al fronte.

Liberazione di Parigi

Charles De Gaulle cammina sui Campi Elisi il 26 agosto 1944.

La Capitale francese viene liberata dall’occupazione nazista il 25 agosto e pochi giorni dopo le forze alleate il 6 giugno 1944 attaccheranno nel D-Day le forze tedesche in quello che passerà alla storia come lo Sbarco in Normandia.

La più grande operazione navale e terrestre della storia militare contemporanea.

De Gaulle è acclamato dal suo popolo in festa, marcia in testa al corteo dei fedelissimi che per anni lo hanno seguito e ascoltato nel suo esilio londinese e nelle apparizioni a Radio Londra dove il 18 giugno del 1940 con il suo appello alla nazione francese chiamò la resistenza a un atto di coraggio.

L’inizio della fine per il terzo Reich

Fotografia Il Reichstag distrutto - Fotografo Evgenij Chaldej ...

La caduta di Parigi segnò l’inizio della fine del terzo Reich.

Da lì in poi Hitler vide sgretolarsi giorno dopo giorno il suo impero di carta dilaniato a est dai russi e da ovest dagli alleati in una manovra a tenaglia che però lasciò ancora un doloroso anno di guerra alle spalle.

De Gaulle ringraziò la nazione e disse:

Parigi! Parigi oltraggiata! Parigi spezzata, Paris martirizzata, ma Parigi libera! Libera da sola, liberata dal suo popolo con la collaborazione degli eserciti di Francia e il supporto e la cooperazione dell’intera Nazione – di una Francia che combatte, dell’unica Francia, della vera Francia, dalla Francia eterna.

De Gaulle marcia verso Notre Dame

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La storia racconta che durante la parata militare prima di entrare nella cattedrale di Notre Dame, oggi distrutta da un terribile incendio, furono uditi alcuni colpi d’arma da fuoco.

I manifestanti spaventati si buttarono a terra o si nascosero dietro i blindati alleati.

De Gaulle invece, alto e fiero, continuò imperturbabile la propria marcia verso la cattedrale.

Un uomo che ne aveva passate tante non poteva avere paura della morte, non in quel 26 agosto 1944.

Bisognava onorare il sangue versato da oltre 1500 membri della resistenza e dai soldati francesi in tutta la guerra, non c’era tempo per morire.

Di Leonardo Vilona

Mi chiamo Leonardo Vilona, ho 26 anni e sono un docente di scuola secondaria. Sono laureato triennale in Storia, Antropologia e Religioni. Titolo di laurea conseguito all’Università La Sapienza di Roma nel 2019. Sono laureato magistrale in Scienze Storiche. Medioevo, età moderna, età contemporanea. Titolo di laurea conseguito all'Università La Sapienza di Roma nel 2021 con votazioni di 110/110. Sono un appassionato di storia, attualità, letteratura, politica, sport e di esport, nel tempo libero inoltre mi dedico al gioco degli scacchi e al tennistavolo. Se volete mandarmi un messaggio privato inviate una mail a: leonardo.vilona@gmail.com

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