Il 15 marzo 1493 Cristoforo Colombo portò dinanzi alla corona di Spagna 10 nativi che aveva catturato nelle Americhe.

Un fatto che non mi sono mai riuscito a spiegare se non interpretando il gesto sotto un furbo profilo.

Cipango, la porta sulla Cina

Colombo pensava di essere arrivato nel Cipango, nella parte all’estremo Oriente di quello che oggi viene chiamato “Giappone“.

Il Cipango all’epoca era, secondo le credenze occidentali, sotto il dominio dell’Impero cinese e quindi i territori sarebbero dovuti essere sotto il controllo del Gran Khan. Le fonti su cui Cristoforo Colombo basò il suo viaggio e la successiva interpretazione delle vicende nelle Americhe furono principalmente di natura orale oppure sul racconto di Marco Polo e su carte geografiche di varia natura.
Ora, immaginate per un attimo di sottrarre all’Impero cinese 10 cittadini per portarli in Europa come prigionieri.

A voi non sembra un po’ strano? Quantomeno un gesto simile avrebbe potuto ledere i rapporti con la Cina e compromettere sul nascere l’ipotetica tratta delle Indie.
Eppure Colombo con assoluta disinvoltura decise di portare in patria ben 10 individui insieme a un ricco carico di oro e altri oggetti.

Colombo sapeva di non essere in Giappone?


A chi scrive sorge il dubbio che Colombo si fosse accorto che quelle non fossero le Indie e abbia agito in questo modo per continuare a farsi finanziare le future spedizioni, sperando di trovare o la Cina, oppure comunque un territorio ricco di oro da poter depredare.
Nel suo primo viaggio Colombo rappresenta il perfetto ermeneuta cioè colui che affida la propria conoscenza esclusivamente ai testi che ha in possesso, cioè il Milione di Marco Polo, ad esempio.
I riferimenti al Milione di Polo sono innumerevoli nel primo viaggio e costantemente contraddetti dagli eventi che porteranno il navigatore genovese a perdere persino la Santa Maria in un comico naufragio il 25 dicembre del 1492 dal quale nacque la fortezza di La Navidad, in futuro distrutta dagli indigeni.

Colombo, un fine stratega

In conclusione, Colombo è davvero convinto di aver trovato la Cina oppure il Cipango nel primo viaggio? Per chi scrive assolutamente no.
Anzi, più passano i giorni e più Colombo capisce di essere in un luogo diverso.
Tuttavia non fa trapelare questa convinzione in quanto avrebbe potuto mettere a rischio l’intera spedizione e anche la sua posizione sociale e militare nei confronti della corona spagnola.
Ricordiamoci che poco prima di scoprire l’America, Colombo ebbe non pochi problemi a fermare i focolai di marinai che più volte avevano minacciato di ammutinarsi durante il tragitto, oppure avevano minacciato di buttarlo a mare per tornarsene indietro prima che fossero finite le scorte.
Immaginate ora se Colombo avesse detto ai propri uomini che quello che avevano trovato non fosse il Cipango ma un’altra cosa, non descritta da Polo e in nessun libro e in nessuna carta nautica.
Probabilmente ci sarebbe stata una rivolta che avrebbe condotto Colombo a morte certa.
Seguirono quindi altri tre viaggi e il 7 novembre 1504 Cristoforo Colombo, dodici anni più tardi, tornò in Spagna senza fare mai più ritorno nel Nuovo Mondo.

Di Leonardo Vilona

Mi chiamo Leonardo Vilona, ho 26 anni e sono un docente di scuola secondaria. Sono laureato triennale in Storia, Antropologia e Religioni. Titolo di laurea conseguito all’Università La Sapienza di Roma nel 2019. Sono laureato magistrale in Scienze Storiche. Medioevo, età moderna, età contemporanea. Titolo di laurea conseguito all'Università La Sapienza di Roma nel 2021 con votazioni di 110/110. Sono un appassionato di storia, attualità, letteratura, politica, sport e di esport, nel tempo libero inoltre mi dedico al gioco degli scacchi e al tennistavolo. Se volete mandarmi un messaggio privato inviate una mail a: leonardo.vilona@gmail.com

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