A Milano si respirava aria di Derby d’Italia da settimane.

L’Inter di Roberto Mancini contro la Juventus di Fabio Capello si fronteggiavano infatti per la seconda volta in stagione.
All’andata vinse la Juventus per 2-0 allo Stadio Delle Alpi davanti a 33,000 spettatori con gol di Trezeguet e Nedved.
Quel 12 febbraio 2006 di spettatori al Giuseppe Meazza di Milano ce n’erano più del doppio, il tabellino infatti ne segnerà oltre 78,000 a testimonianza di una partita che avrebbe dovuto avere dei contorni leggendari.

Due squadre di assoluto livello

L’inter alla ripresa del campionato aveva dimostrato di poter essere una squadra compatta e pronta per affrontare la Juventus che era invece lanciata verso la vittoria dello scudetto.
I due attacchi erano di tutto rispetto, da una parte l’Inter con Adriano e Martins, dall’altra la Juventus con Ibrahimovic e Trezeguet.

Arbitro della gara, Gianluca Paparesta di Bari che al 41′ si rese protagonista di un episodio che farà discutere.

Caressa e il gol di Adriano

Al 41′ del primo tempo, fallo e cartellino giallo per Giorgio Chiellini, sul pallone va Adriano.

La posizione è perfetta per il giocatore brasiliano, leggermente defilata sulla destra a 25 metri dallo specchio della porta protetta da Buffon.

Adriano calcia una punizione pennellata che si insacca alle spalle di Buffon.
Il pubblico esplode in un boato e Adriano corre all’impazzata verso la panchina a festeggiare.
Dagli spalti un giovane telecronista che di lì a pochi mesi sarebbe passato alla storia, urla: “Non è gol, non è gol, non è gol, è una punizione di seconda, non è gol!“.
Ai direttori di Sky Sport sarà preso probabilmente un colpo, il telecronista contro uno stadio intero in giubilo grida nel microfono che il gol è da annullare.

Durante il derby d’Italia.

Sono attimo di panico.

L'immagine può contenere: persone che praticano sport e spazio all'aperto

Fabio Caressa è accompagnato da Beppe Bergomi, lo Zio interviene a dare man forte al collega, “l’arbitro ha la mano alzata“, dice Bergomi.

Avevano ragione entrambi.

Paparesta era rimasto fermo con il braccio alzato a indicare la punizione di seconda, il gol è da annullare.

Massimo Corcione, allora direttore di Sky Sport, salì in cabina di regia e mise una mano sulla spalla di Caressa.
Nessuna parola, un contatto che voleva dire tanto.
Con quel gesto Fabio Caressa si assicuró il biglietto di telecronista per i mondiali del 2006 in Germania.

Inter vs Juventus: 1-2

Tuttavia si discuterà a lungo nei giorni successivi alla partita circa se Buffon avesse o meno toccato la palla prima che quest’ultima si fosse insaccata alle sue spalle.

La partita comunque proseguì sul risultato di 0-0 fino al 63′ quando Zlatan Ibrahimovic raccogliendo un cross teso di Camoranesi non sbloccò il risultato con un gol di sinistro battendo Julio Cesar.

Al 74′ però è l’Inter a trovare la via del gol e del pareggio, di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con Walter Samuel che qualche minuto prima si era reso protagonista di un brutto fallo su Ibrahimovic che gli era costato il giallo.

A chiudere definitivamente la partita ci penserà Alessandro Del Piero, subentrato a Ibrahimovic nel secondo tempo, che all’85’ decise di pennellare una punizione all’incrocio dei pali imprendibile per Julio Cesar che mise fine alle speranze nerazzurre di uno scudetto all’ombra della Madonnina.

Lo scandalo Calciopoli

Calciopoli - La Juve chiede i danni a FIGC ed Inter. Il TAR si ...

La Juventus vinse la stagione 2005/2006 con 91 punti ma lo scudetto venne revocato a causa dello scandalo Calciopoli che scoppiò di lì a poco e coinvolse la società bianconera che fu retrocessa in Serie B, mentre al Milan furono inflitti 30 punti di penalizzazione.
Per questi motivi lo scudetto fu assegnato d’ufficio all’Inter, arrivata terza in classifica con 76 punti.
Le altre penalizzazioni furono inflitte alla Lazio e alla Fiorentina che persero entrambe 30 punti ciascuna.

Il Chievo dunque si ritrovò incredibilmente al terzo turno preliminare di Champions League, forte del suo quarto posto in classifica in campionato, che però perse 4-2 con il Levski Sofia.

Di Leonardo Vilona

Mi chiamo Leonardo Vilona, ho 26 anni e sono un docente di scuola secondaria. Sono laureato triennale in Storia, Antropologia e Religioni. Titolo di laurea conseguito all’Università La Sapienza di Roma nel 2019. Sono laureato magistrale in Scienze Storiche. Medioevo, età moderna, età contemporanea. Titolo di laurea conseguito all'Università La Sapienza di Roma nel 2021 con votazioni di 110/110. Sono un appassionato di storia, attualità, letteratura, politica, sport e di esport, nel tempo libero inoltre mi dedico al gioco degli scacchi e al tennistavolo. Se volete mandarmi un messaggio privato inviate una mail a: leonardo.vilona@gmail.com

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