Dopo il processo di Norimberga svoltosi tra il 1945 e il 1946 molti gerarchi e criminali nazisti erano ancora a piede libero e ricercati a livello internazionale per i crimini commessi durante la seconda guerra mondiale.

Fuga dei gerarchi nazisti dalla Germania

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Uno di questi era Adolf Eichmann uno dei principali responsabili dello sterminio degli Ebrei nella Germania nazista.
Eichmann era riuscito a fuggire nel 1948 in Italia arrivando sotto falso nome e solo nel 1950 salpò per Buenos Aires dove risiedette fino al 1960.
Qui il figlio conobbe una ragazza tedesca e si presentò alla giovane per sbaglio con il suo vero cognome.
La ragazza era figlia di Lothar Hermann un ebreo tedesco sfuggito alla morte ma rimasto cieco per via delle violente percosse subite durante il periodo di detenzione.
Ricollegando il cognome “Eichmann” a quello del gerarca nazista ricercato a livello internazionale informò il Mossad, il servizio segreto israeliano, tramite il procuratore tedesco Fritz Bauer.

Il rapimento di Eichmann da parte del Mossad

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Il Mossad decise allora, vista l’assenza dell’estradizione, di preparare un teatrale rapimento di Eichmann che fu individuato dopo mesi di ricerche da Peter Malkin un agente segreto israeliano.

Il rapimento avvenne l’11 maggio 1960, con una scusa gli agenti del Mossad bloccarono la macchina di Eichmann che provò a fare resistenza ma venne bloccato, sedato e trasportato in un luogo segreto.

Dall’Argentina Eichmann verrà portato in Israele e sarà il primo nazista a essere processato nel nuovo Stato.

Eichmann primo tedesco processato nello Stato di Israele

Il caso Eichmann: cattura e processo di un capo nazista - Corriere.it

Eichmann verrà condannato a morte per impiccagione nonostante la moglie e il figlio provarono a chiedere più volte la grazia all’allora Presidente di Israele Yitzhak Ben-Zvi che furono però tutte respinte.

Eichmann proverà a difendersi durante il processo affermando di aver semplicemente eseguito degli ordini, cosa che avrebbe fatto qualsiasi altro soldato.

Sulla base di tali affermazioni una grande scrittrice, politologa e filosofa, Hannah Arendt, affermò che Eichmann fosse “l’incarnazione dell’assoluta banalità del male”.

Adolf Eichmann verrà giustiziato per impiccagione nella prigione di Ramla in Israele il 31 maggio 1962.

La fine della banalità del male

Adolf Eichmann, noi ti condanniamo a morte»

Le ultime parole di Eichmann prima di essere impiccato furono: “Lunga vita alla Germania. Lunga vita all’Austria. Lunga vita all’Argentina. Questi sono i paesi con i quali sono stato associato e io non li dimenticherò mai. Io dovevo rispettare le regole della guerra e la mia bandiera. Sono pronto“.

Dopodichè i carcerieri tirarono insieme le due corde, uccidendolo.

Il corpo di Eichmann fu cremato, riposto in un’urna, imbarcato su una motovedetta israeliana e gettato nel Mar Mediterraneo fuori dalle acque territoriali dello Stato d’Israele.

L’urna fu poi sciacquata molte volte affinchè si fosse sicuri che nemmeno più un singolo granello di cenere del corpo di Eichmann ne fosse rimasto all’interno.

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