Dopo il 1890 era iniziato in Russia un lento processo di industrializzazione, che, però, non aveva ridotto le distanze dai principali paesi europei.

Russia Company - Wikipedia

Le cause di un tale ritardo furono diverse. Innanzitutto, le imprese sorsero soprattutto grazie agli interventi dello stato, che ampliò la rete ferroviaria e incrementò gli investimenti militari, e all’affluire di ingenti capitali stranieri provenienti dall’Europa occidentale.

Un ulteriore elemento di debolezza fu la limitata espansione territoriale dell’industrializzazione, che non si estese all’intero paese ma si concentrò in poche zone: la capitale San Pietroburgo, Mosca, i distretti minerari degli Urali e la regione petrolifera di Baku sul Mar Caspio.

Le condizioni della classe operaia

La concezione marxista di classe operaia - Assalto al cielo

La classe operaia era nel 1913 composta da circa 3 milioni di operai industriali.
La sua forza derivava da una caratteristica peculiare del proletariato russo: già nel 1910, oltre la metà degli operai era occupata in fabbriche con più di 500 addetti. L’alta percentuale di occupati nelle grandi imprese creava le condizioni ideali per la diffusione del marxismo, penetrato in Russia a partire dal 1880, portando alla fondazione, nel 1898, del Partito socialdemocratico russo.

Il settore agricolo russo è arretrato

Grave appariva la situazione delle campagne. Dopo l’abolizione della servità della gleba (1861)la condizione dei contadini liberati era  di profonda povertà. La terra loro assegnata era in genere insufficiente per i loro bisogni.

Collettivizzazione: così fu spazzato via il vecchio contadino ...

Ciò significava che la popolazione russa era stata liberata dal servaggio ereditario, ma assoggettata a un altro tipo di servaggio, non meno opprimente: quello fiscale.

Nella Russia dei primi anni del Novecente, dunque, la maggioranza dei contadini viveva in povertà. Nell’opera Lo sviluppo del capitalismo in Russia, Vladimir Uljanov, detto Lenin, che sarà il leader dei socialdemocratici di sinistra e l’artefice della rivoluzione comunista, mostrò come i grandi proletari e i contadini ricchi (kulaki) fossero circa il 13% della popolazione rurale, ma possedessero circa il 58% della terra; i contadini piccoli e medi proprietari erano il 7% della popolazione rurale, con il 7% della terra; i contadini poveri che costituivano circa l’80% della popolazione rurale, vivevano stentatamente sul restante 35% delle terre.

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