Partendo dalle Discipline Sportive Associate fino ad arrivare alle Federazioni Sportive Nazionali, Scacchi e Tennistavolo hanno davvero molte cose in comune.
A un primo impatto le due attività potrebbero sembrare diametralmente opposte, una si gioca infatti in movimento, l’altra si gioca da seduti, già questa potrebbe in effetti essere la differenza “principe” tra le due discipline.
Eppure questa “distanza” è proprio quello che permette di capire quanto è forte il legame tra gli Scacchi e il Tennistavolo.

Sport al chiuso e in silenzio

Gli Scacchi e il Tennistavolo si giocano al chiuso, gli scacchi utilizzano prevalentemente circoli, hotel e più raramente palestre e palazzetti dello sport magari per ospitare grandi manifestazioni giovanili, il tennistavolo invece utilizza prevalentemente palestre e palazzetti per svolgere le proprie attività.
Tutte strutture rigorosamente al chiuso, seppur con le dovute eccezioni, un torneo di scacchi si potrebbe giocare anche all’aperto, per carità, ma sono rari i tornei e limitati prevalentemente all’attività estiva e locale, così come succede anche per il Tennistavolo dove le sporadiche attività all’aperto, una su tutte il TennistavolOtre, si giocano raramente e al solo scopo promozionale.
Un altro fattore importante che accomuna Scacchi e Tennistavolo è relativo al discorso del silenzio.
Il rumore del ticchettare degli orologi e quello delle palline che rimbalzano sul tavolo da gioco è l’unico permesso durante gli incontri.
Con le dovute eccezione, certo, ma durante gli scambi ciò che regna sovrano è certamente il silenzio, così come negli scacchi dove le uniche parole, spesso e volentieri, durante la partita che possono scambiarsi i due giocatori sono relative alle offerte di pareggio.
Il silenzio è quindi determinante ai fini del corretto svolgimento delle due discipline, in cui è l’arbitro che è chiamato a svolgere un ruolo chiave affinché tutti, sia all’interno dei circoli durante i tornei di scacchi, sia nelle palestre durante i tornei di tennistavolo, possano beneficiare dei vantaggi del silenzio.

Tennistavolo, scacchi in movimento

La preparazione casalinga, l’analisi dell’avversario, lo studio dei colpi e l’adattamento del proprio stile di gioco nei confronti di chi si ha di fronte rappresenta esattamente lo stesso metodo d’approccio che ha uno scacchista prima di una partita di torneo.

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Rapidità di calcolo, analisi della posizione, strategia e tattica, sono invece il pane quotidiano di un qualsiasi scacchista che si appresta a giocare un torneo e, incredibilmente, sono le stesse identiche cose che un pongista svolge durante un proprio match.
Il giocatore deve essere infatti in grado di attuare una propria strategia, correggerla se necessario durante la partita grazie ad una attenta analisi degli avvenimenti, arrivando a lavorare, insieme al suo allenatore, nell’ambito della tattica, migliorando la tecnica dei colpi e provandone di nuovi, già preventivamente analizzati in allenamento ovviamente, ai fini di portarsi a casa i punti decisivi.

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Durante uno scambio poi, avviene esattamente quello che un giocatore di scacchi, con le dovute proporzioni, mette in atto nella scelta del suo albero delle varianti.
Il pongista infatti crea un proprio albero delle varianti mentale ad ogni punto, allo stesso modo dello scacchista, ai fini di prevedere il colpo dell’avversario per poter rispondere preparato.
A sua volta il pongista dovrà anche analizzare la posizione affinché possa trovare la soluzione più efficace per fare breccia nelle difese dell’avversario.
Così durante la partita si potrebbe assistere a una evoluzione dello stile di gioco di un atleta, dapprima aggressivo e arrembante, subito dopo riflessivo e “pallettaro”, per poi essere decisivo nel momento opportuno.
Negli scacchi succede esattamente la stessa cosa in quanto ci potrebbe essere a seguito di un attacco nel mediogioco, un ritorno alla quiete con un finale tranquillo.
Il tennistavolo è dunque un gioco degli scacchi in movimento, così come gli scacchi sono un tennistavolo statico, giocato tra menti e con i pezzi a giustificare la contesa al posto di pallina e racchetta.

Allenamento mentale e fisico

Scacchi e Tennistavolo hanno in comune anche le modalità di allenamento.
Entrambi infatti richiedono un’ottima preparazione psicologica e fisica per poter essere giocatori al meglio.
La preparazione mentale di uno scacchista, ad esempio, non dovrebbe essere assolutamente inferiore a quella fisica, anzi per poter eccellere è necessario trovare un fondamentale equilibrio.
Allo stesso modo il Tennistavolo esalta sicuramente la fisicità e l’agilità ma altrettanto importante è il discorso relativo alla tenuta psicologica di un atleta che durante gli incontri è chiamato a dover gestire lo stress, la fatica, prendere decisioni fondamentali in frazioni di secondo, cercando di gestire le proprie emozioni e sensazioni durante l’intera durata della contesa, così come avviene anche per gli scacchi.

Tempi di gioco simili ma formule diverse

Gli Scacchi hanno infinite cadenze di gioco che vanno da quelle Blitz con pochissimi minuti, passando per le Rapid il cui tempo di gioco è intermedio, fino ad arrivare a quella a tempo lungo dove, spesso e volentieri le partite possono durare fino a 3/4/5/6 ore o anche di più.
Il Tennistavolo, allo stesso modo, ha diverse cadenze di gioco, più o meno veloci a seconda della competizione e della tipologia di evento.

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Tuttavia normalmente un incontro di tennistavolo può durare, all’incirca, come una partita semilampo tra scacchisti, ma potrebbe anche durare molto meno qualora la forza di gioco tra i due contendenti fosse sproporzionatamente a favore dell’uno o dell’altro.
Le partite di campionato, invece, durano all’incirca come una partita di scacchi a tempo lungo, il numero degli incontri in questo senso è determinante ma la lunghezza è all’incirca la stessa considerando anche eventuali pause.
Quella che invece è diversa, logicamente, è la formula di gioco.

Negli scacchi non esistono gironi e fasi eliminatorie, esiste il sistema svizzero che garantisce un numero di turni prefissato per ogni giocatore partecipante.

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Nel tennistavolo invece il numero di turni è variabile in relazione alla forza del giocatore, cioè fino a quanto avanti riesca ad andare nel torneo a suon di vittorie.
Perché non si potrebbe giocare con il sistema svizzero anche i tornei di tennistavolo?
In realtà non sarebbe utopia e anzi, già alcune società sportive hanno organizzato anche recentemente tornei amatoriali con questa formula di gioco.
Tuttavia il grande limite è dettato sia dalla grandezza dei palazzetti che possono ospitare, al massimo, 20/25 tavoli, così come delle palestre il cui numero scende a 10/12, sia del numero di iscritti in quanto il sistema svizzero impone che tutti giochino allo stesso momento a meno di raddoppiare il tempo di gioco rendendo poco positiva l’esperienza un po’ per tutti.

Biathlon: Scacchi e Tennistavolo

A Senigallia, giusto per fare un esempio, sono state 31 le edizioni di un torneo che ha permesso a Scacchi e Tennistavolo di incontrarsi in un gemellaggio informale.
Sarebbe interessante proporre pertanto un progetto simile nelle scuole considerando che il Tennistavolo è presente con “Racchette di classe” a livello federale mentre gli scacchi, grazie a protocolli ministeriali, sono presenti grazie a progetti promossi dalle associazioni sportive dilettantistiche.
Per far questo sarebbe importanti fornire alle istituzioni scolastiche materiale di gioco per entrambe le discipline sportive affinché si possano gettare le basi per una promozione di più ampio respiro.
Certamente il costo delle attrezzature scacchistiche è infinitesimamente più piccolo di quello che serve per un tavolo da tennistavolo, tuttavia penso che oltre a rappresentare un investimento per la scuola, avendone cura, sarebbe possibile utilizzarli per moltissimi anni e per più cicli scolastici sempre tenendo conto della fisiologica usura.
Al netto di tutto Tennistavolo e Scacchi sono due discipline che hanno qualcosa da raccontare, emozioni da regalare e chissà se magari, in futuro, potrebbero regalarci qualche ricordo da condividere insieme.

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