Era una tranquilla serata di maggio quando sulla mia casella di posta elettronica comparve un nuovo messaggio…
Sembra l’incipit di una di quelle storie da libro cuore che tante volte abbiamo avuto modo di comprendere attraverso i molteplici testi in produzione, eppure quella sera mi parve tutto così positivamente reale.
La lettera digitale conteneva la convocazione alle finali dei Campionati Italiani Giovanili di Scacchi, un fatto che, a distanza di tempo posso dirlo, fu completamente inaspettato ma che ricordo mi ha riempito il cuore di adrenalina e gioia.
Ufficiale di gara collaboratore ai Campionati Italiani Giovanili di Scacchi, incredibile!
Tempo di svegliare mezzo mondo per comunicare la notizia e un attimo dopo ero operativo nella ricerca dei treni che mi avrebbero dovuto accompagnare fino a Salsomaggiore Terme, sede appunto termale che conosco molto bene e che fino a qualche anno fa ho avuto il piacere di frequentare per diverse estati.
I Campionati Italiani Giovanili di Scacchi si sono svolti dal 7 al 14 luglio e hanno visto la partecipazione complessiva di 952 giocatori, un record assoluto per una manifestazione giovanile che negli ultimi anni, complice anche l’ottimo lavoro degli istruttori, delle società e associazioni sportive e dei Comitati Regionali è riuscita a crescere esponenzialmente ritagliandosi un palcoscenico d’onore in mezzo a tantissimi altri tornei istituzionali presenti sul territorio.
Personalmente ho preso parte a tre edizioni dei Campionati Italiani Giovanili in qualità di giocatore nel corso della mia “carriera” scacchistica, Terrasini, Porretta Terme, Kastalia e quasi otto anni dopo trovarmi nuovamente di fronte a quella vasta distesa di scacchiere mi ha, devo ammettere, letteralmente emozionato.
La sede di gioco, il Palacongressi di Salsomaggiore, è poi uno dei più bei palazzi presenti in Italia per storia, arte e cultura, uno straordinario tributo all’architettura liberty con il parco all’esterno a racchiuderlo in una cornice fiabesca.
Salsomaggiore Terme è stata fino ai primi anni 2000 una delle città più “in” dell’Emilia Romagna, sede di numerose attività serali e giornaliere le cui terme dalle proprietà benefiche ne sono l’indiscussa “attrazione” principale.
Oggi la città si è oggettivamente ridimensionata in termini di “movida” ma resta comunque un punto di ritrovo molto frequentato soprattutto da una clientela adulta in cerca di evasione e rilassanti massaggi e trattamenti termali.
I Campionati Italiani Giovanili di Scacchi hanno rappresentato per me un grande divertimento ma anche una grande sfida, in quanto dopo quelli di Tennistavolo arbitrati a Terni giusto lo scorso aprile mi sono sentito subito coinvolto nell’atmosfera magica del mondo scacchistico, raccolto in un piccolo paese per dare vita a quello che definisco in assoluto come il torneo più bello a cui un ragazzo possa partecipare.
Simultanee, tornei blitz serali, cruciverba e vittorie hanno accompagnato i giorni di gara scandendo il tempo con un ritmo sinuoso, mi sono stancato, molto a dire la verità, ma ne è valsa la pena perchè penso di aver dato tutto me stesso.
Mi piace ricordare le parole di un bambino che, all’ultimo turno, con voce tremante dopo aver finito la propria partita mi disse: “Signor arbitro, ma è davvero tutto finito?”.
Sì, perchè, al di la di ogni possibile considerazione, quando sei lì dentro, quando sei il protagonista di quel torneo, quando sei parte integrante di un movimento sano e voglioso di crescere, riesci a percepire la vera essenza del gioco degli scacchi.
Un gioco apparentemente individuale ma che tesse in realtà stretti legami mentali tra avversari, tra amici, tra genitori e parenti, allora quando si arriva al termine del viaggio ci si rende conto che per compiere tutta questa strada ci si è messo davvero molto.
Si è partiti dalla scuola, si è passati al circolo, si sono cambiati maestri, istruttori, insegnanti ed educatori, ma poi sei lì, davanti al tuo “avversario”, una stretta di mano cambia tutto, magia e sentimenti scappano via come il vento dolce dell’estate.
Subentra la concentrazione, la determinazione, l’agonismo ma anche il rispetto e il fair play, ma subito dopo la partita si condividono le emozioni dell’incontro e si scambiano idee, pareri e si diventa amici anche se le distanze possono sembrare infinite.
Su quel treno regionale preso all’ultimo minuto per tornare a Bologna e poi a Roma ho avuto modo di pensare all’esperienza vissuta, stanchissimo, sfinito, ma felice per aver preso parte a un torneo che mi ha insegnato tanto e a cui ho dato tanto.
Quello che però mi è rimasto più impresso è il ricordo intimo e personale, una dedica vicina al cuore, di un bambino per il suo amico Mirco recentemente scomparso, perchè gli scacchi vanno oltre, connettono le menti, uniscono i cuori, grazie per questo bellissimo messaggio.
Sono dovuto andare via prima della premiazione, non ho potuto cogliere i sorrisi dei piccoli giocatori, la commozione gioiosa dei genitori anche se per fortuna ci sono le immagini pubblicate dagli organizzatori sul loro portale Scacchi Nazionali e da cui ho tratto alcune delle foto presenti in questo articolo che mi hanno permesso di essere virtualmente vicino a tutti, cari colleghi (che ringrazio infinitamente per la disponibilità e la pazienza) e amici.
Alla prossima straordinaria avventura sulle sessantaquattro caselle!

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