Questo deve aver pensato il responsabile streaming di Blizzard, una delle più grandi aziende leader nel settore dei videogiochi, quando all’ennesimo report consegnato ai propri superiori si è trovato ad affrontare la ramanzina del dirigente.
Quello stesso dirigente scontento del fatto che quel report era stato macchiato da tutta una serie di numeri che inevitabilmente andavano a sfigurare un documento che andava consegnato agli sponsor e alle aziende coinvolte nella realizzazione di quello che è noto come il circuito WCS di StarCraft II.
Una macchia che è presente da anni che con il tempo si è sbiadita, quasi scomparsa, ma che è comunque rimasta su quel pezzo di carta e che non può più essere ignorata.
Allora è giusto metterci una pietra sopra, definitivamente, usare il detersivo più potente per mandarla via è l’unica soluzione per non rimetterci come collettivo e come azienda.
Troppo pochi 250 viewer durante la finale del WCS Montreal, troppo pochi, addirittura, quei 30/40 viewer di media nei giorni di poco appeal o dove Reynor non gioca.
Ebbene, giusto metterci una pietra sopra, perchè i numeri sovrani hanno inevitabilmente sentenziato che non ci sono altre possibilità, almeno nell’immediato futuro, c’è bisogno invece di cancellare quella macchia dal report il più in fretta possibile e per farlo è giusto che l’Italia perda il proprio streaming alle WCS Global Finals, tutti se ne faranno una ragione, prima o poi.
Sinceramente parlando, dal punto di vista aziendale, tutti avrebbero fatto come Blizzard, nessuno escluso.
Non bisogna stupirsi di questa scelta perchè in termini commerciali è assolutamente corretta, ci sono degli standard di qualità che gli sponsor pretendono ed è giusto che un’azienda come Blizzard agisca nel suo interesse e in quello dei suoi partner.
Non spetta a Blizzard creare una community, non spetta a Blizzard lavorare per migliorare i numeri di un eventuale commento in diretta di un proprio evento del circuito mondiale.

La community italiana ha fallito?

La pietra sopra che Blizzard ha deciso di mettere agli streaming inferiori ad una media spettatori pari a 500, può considerarsi un fallimento per l’intera community italiana?
Non sono assolutamente d’accordo, non esiste fallimento se quello che è stato fatto in questi anni è stato portato avanti con la passione, con le proprie forze e senza un centesimo, lavorando unicamente e quotidianamente per portare un prodotto sempre migliore nelle case di quegli italiani che giocano a StarCraft II anche nel 2018.
Tutto questo non è stato sufficiente non per fallimento ma semplicemente perchè in Italia un gioco come StarCraft II ha bisogno di un motore trainante per essere in grado di generare quei numeri e, oggettivamente parlando, non esiste al momento una persona così forte dal punto di vista mediatico da generare tanto volume quanto richiesto da Blizzard per poter seguire i propri eventi.
Eppure un miglioramento sensibile negli ultimi anni è stato evidente, sotto gli occhi di tutti, grazie al lavoro di persone eccezionali quali Riccardo “Mobius” Del Lungo, Fabio “Monta” Montagna e Flavio “MiaNonna” Rogledi (giusto per citare i più assidui) che si sono impegnati in prima persona per cercare di regalare all’Italia ore di spensieratezza quando tutti avevano chiuso i battenti o si erano dedicati ad altro e nel panorama c’era un cupo silenzio di tomba.

Foto di Riccardo “Mobius” Del Lungo
Un miglioramento, bisogna però specificare, che è stato trainato da Riccardo “Reynor” Romiti e dalle sue imprese, se non ci fosse stato lui i numeri sarebbero stati ancora più severi.
Ma è davvero solo una questione di numeri?
Non ne sono convinto, dietro uno streaming c’è molto altro, c’è innanzitutto amicizia, emozione e quello strano mix di sensazioni che solo un commento in lingua italiana è capace di regalarti, 50 o 200 viewers, il concetto è lo stesso, il punto è un altro.
Mettere una pietra sopra significa cancellare la macchia, è vero, ma significa anche mettere fine a tutto quello che è correlato a quella piccola ma significante macchia su un foglio.
Mettere una pietra sopra significa privare il futuro di un pezzo di storia che non tornerà mai più indietro.

Mettiamoci una pietra sopra, capitolo community

Perchè non fare lo stesso, mi chiedo io, perchè non metterci una pietra sopra a questa legittima decisione e lavorare insieme per lo sviluppo di una community in grado di sostenerli davvero quei numeri?
Possiamo farcela insieme, possiamo aggrapparci al motore trainante di Reynor ma dobbiamo creare un contorno che possa funzionare anche senza di lui, questo deve essere l’obiettivo della community italiana nei prossimi anni e questa deve essere la priorità.
Da sempre siamo abituati a cavarcela da soli, in tanti anni di attività mai visto un aiuto concreto da parte di chi avrebbe potuto e dovuto darcelo anche in momenti particolarmente tesi e importanti, quando si parlava di “Dead Game” continuamente e quando i clan, a poco a poco, sono andati tutti a morire restandone una manciata.
Siamo usciti dal torbido grazie alla forza trainante di Reynor ma anche di un collettivo che ha messo da parte i rancori e ha iniziato a navigare unito verso la meta, oggi ci sono lan come quella di Bologna o di Milano che riempiono di orgoglio perchè si è gettato il cuore oltre l’ostacolo e si ha avuto ragione.
Oggi ci sono squadre professionistiche fortissime come il Team QLASH, gli Exeed Esports gli Iron Chain che portano avanti progetti meravigliosi su StarCraft II, fino a qualche anno fa tutto questo era semplicemente un’utopia.

Cosa aspettarci dal 2019

Il 2019 si prospetta un anno importante per gli appassionati italiani di StarCraft II, avremo infatti la possibilità di condividere insieme il percorso completo di Reynor all’interno del circuito WCS, l’IEM, il WESG, le Nation Wars e troveremo il modo di vivere tutto questo assieme, perchè con la forza del gruppo riusciremo a raggiungere gli obiettivi che l’azienda ci ha imposto.
Fallire? No, grazie. Falliremo solo quando la nostra passione per questo gioco verrà meno ma come direbbe qualcuno decisamente più importante di me: “Non è questo il giorno”.
A chi in questo momento si sente abbattuto, sconfitto e deluso dalla decisione di Blizzard vorrei dire che non è solo e che insieme riusciremo a superare anche questo importante scoglio.
Puntiamo al 2019, lavoriamo insieme, diamo dimostrazione all’azienda del nostro miglioramento collettivo e sono certo che in futuro non ci sarà più bisogno di mettere pietre o usare detersivi per cancellare macchie.

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