Essere uno studente di Storia nel 2018 equivale ad aver compiuto un vero e proprio atto di fede nel momento dell’immatricolazione e cioè quel fatidico istante che precede l’avvio di quel processo irreversibile che dopo un breve esame di ammissione (non vincolante) ti permetterà di iniziare il percorso universitario.
A studiare Storia nel 2018 ci vuole coraggio, bisogna ammetterlo, quando l’ho detto a mia madre ha pensato che fosse uno scherzo, ogni genitore infatti ha sempre il pensiero fisso che il proprio figlio potrebbe diventare un giorno un avvocato, un ingegnere, al massimo, se proprio le cose si dovessero mettere male, un calciatore.
Certamente non uno storico, gobbo, chino sui libri, perso tra i suoi mille vagheggi ed episodi mentali che riesce a comprendere solo lui e pochi altri adepti come se fosse all’interno di una loggia carbonara di inizio ‘800.
Io invece ricordo che alla mia maestra delle elementari dissi:”Io voglio fare l’archeologo”, con il senno di poi non ci sono andato molto lontano.
Fui l’unico a scegliere la traccia sulla “resistenza” all’esame di maturità dell’intero liceo, ancora ricordo ogni singola parola di quanto scritto perché quello che misi nero su bianco fu fatto con il cuore e mosso dalla “vorace passione” per la storia.
Quella stessa passione che mi ha spinto nel 2015 ad iscrivermi, in barba a tutti, al corso di laurea in Storia, Antropologia e Religioni scegliendo il curriculum di Storia moderna e contemporanea.
Un percorso che mi ha permesso di conoscere la Storia sotto un aspetto più profondo, mi ha fatto odiare l’antropologia e mi ha fatto amare la Storia delle religioni.
Insomma, al netto di tutto, mi sento di dire di essere uscito comunque fuori da questo percorso avendo quantomeno percepito un guadagno sotto il profilo umano e culturale e questo rappresenta per me il più bel traguardo possibile.

Come affrontare un curriculum storico

Parliamoci chiaro, lo studente di Storia deve essere armato di pazienza e tanta forza di volontà, alcune date devono essere necessariamente imparate a memoria, altri concetti devono essere afferrati e certi avvenimenti compresi nel miglior modo possibile.
Affrontare un curriculum storico non è assolutamente facile, per carità, ci sono persone meno chiacchierone del sottoscritto ma molto più concrete che riescono ad eccellere ma bisogna anche guardare l’altra faccia della medaglia per capire che il percorso è lungo, tortuoso ed insidioso.
22 esami per un totale di 180 CFU, una media di 1000 pagine ad esame per un totale di minimo 3 libri, oppure 2 libri con le dispense del professore.
La maggior parte degli esami prevede una modalità di prova orale che può variare dai 10 minuti ai 60 minuti nei casi più estremi (ogni riferimento alla prof. di Storia dell’Arte contemporanea è puramente casuale).
La preparazione agli esami è quanto più personale possibile e per quanto mi riguarda sono riuscito a preparare esami anche in un paio di settimane mentre per altri, devo ammettere, ci sono voluti dei mesi anche solo per frequentare e restare al passo con quanto spiegato durante la lezione.
Restare “in corso” è oggettivamente fattibile ma altrettanto complicato, i ritmi e le sessioni sono piuttosto serrati senza considerare i vari scioperi di facoltà che personalmente mi hanno danneggiato e nel mio caso anche il lavoro e la salute che mi hanno portato via intere sessioni inconcludenti.
Per affrontare un curriculum storico ci vuole inoltre determinazione, bisogna avere passione per quello che si sta andando ad affrontare e cercando di analizzare gli eventi criticamente tentando di porsi degli obbiettivi fattibili nel medio termine e cercando di raggiungerli.
Inoltre bisogna anche essere pronti a subire le “chiacchiere” di altri studenti, conoscenti, amici, che pensano che la Storia si riduca a “due date” senza analizzare tutto il resto sotterrando in un paio di secondi tutto il vostro duro lavoro di ricerca, studio e memorizzazione che era stato affrontato nel corso delle settimane precedenti, insomma, lo studente di storia deve far fronte anche al becero bigottismo tipico italiano che cerca sempre di sminuire il lavoro degli altri.

Quale curriculum scegliere

Storia, Antropologia e Religioni permette diverse opzioni di scelta e questo è un vantaggio decisivo per chi è indeciso ma intende comunque prendere un percorso all’interno della facoltà di Lettere e Filosofia.
La Sapienza mette a disposizione, ad esempio, quattro percorsi formativi:
  • Storia medievale e paleografia
  • Storia moderna e contemporanea
  • Storico-religioso
  • Teorie e pratiche dell’antropologia
Il sottoscritto, per dovere di cronaca, ha scelto il secondo che consiglio a tutti quelli che sono appassionati, in particolare, di storia recente (1492 in poi).
A distanza di tre anni, nonostante molti dubbi in corso d’opera, mi posso ritenere molto soddisfatto della scelta fatta all’inizio e devo ammettere che rifarei tutto senza pensarci due volte.
Dopo la laurea triennale è possibile poi scegliere altri corsi di laurea tra i quali troviamo:
  • Discipline Etno Antropologiche
  • Editoria e scrittura
  • Fashion Studies
  • Scienza storico-religiose
  • Scienze Storiche: Medioevo, età moderna, età contemporanea
Al momento, per quanto mi riguarda, non ho intenzione di proseguire negli studi per la magistrale nonostante i corsi di laurea in Editoria e scrittura e Scienze Storiche non mi sembrano per niente male ma richiedono l’obbligo di frequenza, incompatibile con le mie molteplici attività attuali.
Tutte le materie della triennale (almeno per quanto mi riguarda) non hanno invece l’obbligo di frequenza.

Sbocchi lavorativi

Veniamo al nocciolo della questione, quali sono gli sbocchi lavorativi che una laurea in Storia moderna e contemporanea può regalarti?
Arrivato a questo punto, personalmente, mi sento adeguatamente preparato e formato per:
  • Guida turistica
  • Biblioteche, archivi e musei
  • Organizzatore di eventi culturali
  • Scrittore o newser in ambito storico e geopolitico.
  • Dipendente presso aziende private o pubblica amministrazione nell’ambito di lavoro di archivio.
Non ho inserito in questi punti il percorso di insegnamento scolastico perché per ottenere tale qualifica è necessario sostenere degli esami aggiuntivi.
Sarà curioso scoprire in futuro se uno di questi cinque ambiti che ho citato saranno effettivamente parte del mio percorso lavorativo.

Alcune considerazioni finali

Partiamo dal principio, un laureato in Storia non è un laureato di Serie B.
Il laureato in Storia ha le sue possibilità sia nel mondo accademico sia nel mondo lavorativo, certo, non stiamo parlando di lavori da milioni di euro di fatturato, tranne rarissimi casi, però, a patto che si riescano a trovare, i lavori che vengono offerti da una laurea in Storia sono oggettivamente soddisfacenti e mi sento di escludere unicamente il punto dello “scrittore o newser” perché al momento l’editoria si trova in una crisi nera durante il delicato passaggio dal cartaceo al digitale.
Per quanto mi riguarda, con un traguardo distante appena 6 CFU e con una tesi in via di definizione, mi sento davvero molto soddisfatto del percorso fatto in questi anni, quello che mi sento di consigliare a tutti è di seguire le proprie passioni come io ho fatto prendendo Storia, Antropologia e Religioni come corso di laurea.

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