Era il lontano 2010 quando a Terrasini mi trovai di fronte ad un ragazzo gracile, timido, occhiali inforcati, più simile a quel maghetto del cinema piuttosto che allo scacchista più forte d’Italia e colui che otto anni dopo sarebbe diventato lo sfidante al titolo mondiale insediando il trono di un certo Magnus Carlsen. Il suo nome è Fabiano Caruana, nato a Miami e classe 1992, nel 2007 raggiunse a soli quattordici anni il titolo di Grande Maestro, la più alta categoria degli scacchi e capace di vincere quattro campionati italiani assoluti tra il 2007 e il 2011.

Foto di repertorio, premiazione CIG Terrasini 2010
A quel maghetto, come un talent scout contemporaneo che ama andare sul sicuro, chiesi un autografo andato ormai perduto, tuttavia l’incontro con Fabiano mi rimarrà per sempre nel cuore. Caruana nel 2010 era stato invitato a Terrasini per presenziare all’apertura e alla chiusura delle finali del Campionato Giovanile U16 individuale, un evento piuttosto raro ma che simboleggia la stretta vicinanza di un atleta di altissimo profilo, anche internazionale, che nel corso della sua permanenza con i colori azzurri ha oggettivamente dato lustro al nostro paese in più di una occasione costituendo il motivo trainante per le nuove generazioni di scacchisti.

Un cambio di bandiera

Fu il trionfo nella Sinquefield Cup nel 2014 a cambiare le sorti di tutti.

Foto Sky Sport
Il maghetto infatti stupì il mondo con una pazzesca performance di 7 vittorie consecutive nelle prime 7 partite, evento che catturò l’attenzione addirittura di Sky Sport che nell’edizione h24 del suo telegiornale ospitò gli scacchi per commentare assieme le gesta di quel Caruana che avrebbe poi vinto il torneo con 8,5/10 chiudendo con tre patte le ultime partite.

Foto dal web
La performance di Caruana non passò di certo inosservata e la federazione statunitense, fiutato il fenomeno che aveva di fronte decise di agire e il 12 maggio 2015 passò all’attacco annunciando che il mese successivo Fabiano Caruana sarebbe diventato un giocatore degli Stati Uniti D’America. Indubbiamente un duro colpo per l’Italia che perse il giocatore più forte e oggettivamente più conosciuto a livello internazionale. Il movimento azzurro si spaccò inevitabilmente in due parti, chi odiava Caruana e chi continuava ad amarlo, non ci potevano essere vie di mezzo.

Foto dal web
Ricordo che vissi questo cambio di bandiera con enorme disappunto arrivando a scrivere che: “mai e poi mai avrei tifato più Caruana”, frasi forti ma dettate innanzitutto dall’età ed in secondo luogo dal fatto che, in fondo, al maghetto “azzurro” mi ci ero affezionato e non vederlo più difendere i colori dell’Italia in prima scacchiera durante un’Olimpiade o un Europeo mi faceva, oggettivamente, piangere il cuore. A distanza di tempo invece ho cambiato opinione e personalmente credo che il passaggio alla Federazione Statunitense di Caruana abbia aperto le porte ad una nuova era degli scacchi italiani che negli ultimi anni hanno avuto il merito di far crescere molti talenti, uno su tutti Moroni, cercando inoltre di creare quel giusto mix tra vecchia guardia e giovani che porterà i suoi frutti in futuro.

Faccia a faccia con il Campione del Mondo

Dopo aver vinto il torneo dei Candidati a Berlino con 9 punti, superando di una lunghezza Mamedyarov e Karjakin, Caruana ha quindi avuto la possibilità di sfidare il Campione del Mondo Magnus Carlsen, atleta norvegese classe 1990, in carica dal 2013 quando sconfisse Anand a Chennai inaugurando il proprio regno.

Foto dal web
Quello stesso regno difeso dapprima dall’assalto dello stesso Anand l’anno successivo e nel 2016 dal russo Karjakin che avrebbe avuto modo, in diverse occasioni, di vincere l’incontro venendo meno però nei momenti decisivi di alcune partite chiave. Carlsen è semplicemente lo scacchista con la migliore comprensione dei finali del periodo contemporaneo, capace di ricavare sangue dalle rape in più di una occasione, mantenendo sempre alta la concentrazione anche in momenti critici di partite complicatissime e che GM “normali” giudicherebbero come perse o potenzialmente patte.

Foto dal web
Carlsen è oltretutto una figura anche fuori dalla scacchiera capace di attirare su di se l’attenzione dei media e del pubblico con le proprie dichiarazioni ed i propri gesti, nettamente all’opposto di Caruana che, come si è detto, ha un carattere introverso e timido che lo rende però unico nel suo genere. Inoltre Carlsen è stato in grado nel maggio del 2014 di raggiungere il più alto punteggio elo della storia degli scacchi pari a 2889,2 punti, un risultato che almeno per il momento è rimasto inavvicinabile da chiunque.

Un match equilibrato

Quello tra Caruana e Carlsen sarà un match realisticamente equilibrato, Carlsen tuttavia negli ultimi anni ha avuto una flessione importante nel proprio punteggio e nello stile di gioco iniziando a perdere quello smalto e quel “killer instinct” che gli aveva permesso di vincere in passato tornei su tornei arrivando ad attestarsi sui 2835 punti elo che, pur rappresentando il punto più alto del rating mondiale, possono comunque considerarsi un pericoloso campanello di allarme in vista del mondiale al quale Caruana arriva invece in splendida forma.

Foto da scacchierando.it
Fabiano, infatti, negli ultimi quattro anni ha inanellato una serie di successi importanti come la Sinquefield Cup ma anche il Norway Chess, le Olimpiadi degli Scacchi e molti altri tornei di assoluto livello internazionale.

Foto da iChess.com
Il suo punteggio, all’ultimo aggiornamento, è di 2832 punti, distante sole tre lunghezze da Carlsen a dimostrazione del fatto che il match si preannuncia equilibrato anche sotto il profilo puramente matematico e chi vincerà il mondiale sarà anche il primo giocatore al mondo della liste ELO. Tuttavia qualora il match dovesse terminare con le cadenze rapide l’ago della bilancia penderebbe nettamente in favore di Carlsen che appare, almeno sulla carta, come il favorito e potrebbe assicurarsi la difesa della corona con molta più sicurezza.

Londra, scenario per il “delitto perfetto”

Foto dal web
Dal 9 al 28 novembre all’interno della sala del teatro “The College” di Holborn si svolgerà il match mondiale tra Carlsen e Caruana che si sfideranno su 12 partite a tempo lungo ed in caso di parità si svolgerà uno spareggio rapid di quattro partite seguito da due partite blitz e da un armageddon finale dove sarà il bianco a dover spingere sull’acceleratore per dimostrare di essere il prossimo campione del mondo di scacchi, in caso di parità, infatti, il titolo andrà al giocatore che sarà alla conduzione dei pezzi neri.

Foto dal web
Londra sarà quindi lo scenario ideale per il “delitto perfetto”, sarà la capitale inglese a decretare l’inizio dell’era Caruana o sarà teatro di conferma per il regno di Carlsen? Piccola curiosità finale sul montepremi, in palio è stato messo un milione di euro che verrà diviso tra il vincitore e lo sfidante al 60-40% qualora però l’incontro terminasse nella fase classica, mentre rispetterà le percentuali del 55-45% qualora il match dovesse finire agli spareggi rapidi.
A questo punto, vi chiedo, chi vincerà il mondiale secondo voi?

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