Vita e opere

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Giosue Carducci nacque a Valdicastello nel 1835.

Nel 1849 Carducci si stabilì a Firenze per studiare nella scuola dei padri Scolopi e, più tardi, a Pisa, dove si laureò in lettere e cominciò a insegnare. Le sue prime esperienze di inssegnamento furono presto interrotte a causa delle sue idee repubblicane. Nel 1859 sposà Elvira Menicucci, dalla quale ebbe quattro figli.

Carducci fu un fervente ammiratore di Cavour, seguace di Mazzini, si proclamò anche democratico e repubblicano oltre che massone ed anticlericale. Dopo il 1880, tuttavia, si schierò dalla parte della monarchia, di cui riconobbe i meriti risorgimentali, e si entusiasmò per la politica nazionalista di Crispi.

Nel 1906 gli venne conferito il premio Nobel per la letteratura, il primo assegnato ad un italiano. Si spense all’età di 72 anni, nel 1907 a Bologna.

Tra le sue opere principali ricordiamo:

  • Giambi ed epodi (1882): Il titolo della raccolta si riferisce ai metri usati dal poeta greco Archiloco e da Orazio nelle loro poesie ispirate a una violenta satira sociale e politica;
  • Rime nuove (1887): 9 libri che segnano un rinnovamento della poesia di Carducci che, superato in parte il tono a tratti satirico e polemico di Giambi ed epodi, ricorre a una vena elegiaca.
  • Odi Barbare (1877-1889): esaltazione della vita che si rinnova in armonia con la natura e la bellezza della terra.
  • Rime e tirmi (1899): Ultima raccolta, a volte un po fredda, in cui ricorre il tema della morte.

Carducci, inoltre, ha lasciato un ampia serie di saggi di critica letteraria e un ricco epistolario.

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