Focus

Anno: 1° novembre 1814 (inizio) – 9 giugno 1915 (fine)

Partecipanti: Oltre duecento rappresentanti di tutti gli Stati e staterelli d’Europa.

Dove: Austria

Località: Schönbrunn (Reggia imperiale di Vienna)

Perchè: Per creare un nuovo ordine mondiale nell’Europa post-napoleonica.

Obiettivi: Restaurare le monarchie precedenti all’ascesa di Napoleone (principio di legittimità), cercare di creare un equilibrio a livello internazionale evitando l’egemonia di una singola nazione.

Risultati: Restaurazione delle monarchie pre-napoleoniche, nuovo ordine mondiale raggiunto e costituzione di un organismo di difesa del nuovo ordine (Quadruplice Alleanza), spartizione dell’Europa seguendo il principio di legittimità nazionale.

Nomi da ricordare:  

  • Klemens von Metternich (ministro degli esteri austriaco);
  • Talleyrand (ministro degli esteri francese);
  • Alessandro I (Zar di Russia);
  • Napoleone (imperatore di Francia);
  • Santa Alleanza (Prussia, Russia, Austria);
  • Quadruplice alleanza (Austria, Prussia, Russia, Gran Bretagna).

Date da Ricordare:

  • 6 aprile 1814 resa di Fontainebleau (Napoleone);
  • 30 maggio 1814 Pace di Parigi;
  • 1° novembre 1814 inizio congresso di Vienna;
  • 9 giugno 1815 fine Congresso di Vienna;
  • 15 giugno Battaglia di Waterloo;
  • 20 Novembre 1815 costituzione della Santa Alleanza.

 Descrizione

Il congresso di Vienna segna l’inizio dell’età contemporanea, come accennato nel focus, prende il via ufficialmente il 1° novembre 1814 nella Reggia imperiale di Vienna, ma prima di parlare del congresso e dei risultati del congresso, bisogna fare un piccolo passo indietro.

Per capire il motivo della convocazione di questo congresso, bisogna indubbiamente citare Napoleone Bonaparte, il più grande conquistatore di tutti i tempi probabilmente, che nei primi anni dell’800 era riuscito a conquistare praticamente tutta l’Europa fino ad arrivare addirittura sino a Mosca (1812) tanto da costringere l’esercito russo a bruciare tre/quarti della città, Cremlino incluso, per evitare che essa cadesse in mano nemica.

Ma l’impero Napoleonico il 1° Novembre 1814 era ormai sulla via del tramonto, solo pochi mesi prima a Fontainebleau (6 aprile 1814), Napoleone fu costretto ad abdicare e si arrese alla coalizione internazionale, al suo posto venne restaurata la dinastia dei Borboni con Luigi XVIII.

Il 30 maggio 1814 viene firmata la Pace di Parigi nella quale i paesi della coalizione decisero che Napoleone dovesse venir esiliato all’isola d’Elba e si concedevano alcune modifiche territoriali e coloniali ai paesi vincitori del conflitto, per la Francia, paese sconfitto, la pace fu tutto sommato leggera.

In questo contesto dunque si apre il congresso di Vienna, nella lussuosa Reggia imperiale di Schönbrunn, vi prendono parte tutti i paesi dell’Europa, nessuno escluso e si decide di far partecipare anche la nazione sconfitta, la Francia, al tavolo delle trattative.

I cinque protagonisti principali di questo congresso di Vienna, tralasciando tutti gli altri piccoli Stati europei furono:

Paesi vincitori: Russia, Prussia, Austria, Gran Bretagna

Paese sconfitto: Francia

In rappresentanza dei vari Stati vi erano i ministri degli esteri:

Russia: Karl Vasil’evič Nesselrode – Alessandro I (Zar)

Austria: Klemens von Metternich

Prussia: Karl August von Hardenberg (cancelliere)

Gran Bretagna: Robert Stewart

Francia: Charles Maurice de Talleyrand-Perigord

Il congresso di Vienna dunque fu molto particolare, poichè caratterizzato dalla presenza di un paese sconfitto al tavolo delle trattative, immediatamente il ministro degli esteri Francese Talleyrand si distinse intavolando una discussione con gli altri protagonisti del congresso e rivendicando il principio di legittimità nazionale.

Tra i paesi partecipanti al congresso nacquero, da subito, diversi dissidi sul modus operandi, in poche parole, tutti gli Stati erano d’accordo sul creare un nuovo equilibrio e stabilire un nuovo ordine mondiale ma per arrivare a questo, bisognava indubbiamente fare delle rinunce e delle scelte e si decise, anche grazie all’ottima abilità diplomatica di Talleyrand, di non punire la Francia a livello economico e territoriale, il territorio francese, infatti, rimase intatto e venne ripristinato alle dimensioni pre-napoleoniche.

I partecipanti del congresso, tra una festa e un ballo che si alternavano costantemente alle
attività istituzionali, si concentrarono allora sull’Europa centrale ed in particolare sulla questione polacca, alla fine si giunse ad un accordo per la spartizione del territorio polacco e venne creata una confederazione tedesca di 39 stati sotto il controllo di Austria e Prussia. La stessa Prussia si era alleata con la Russia, durante il congresso, per ottenere parte della Sassonia a discapito della Polonia, ma gli altri Stati si opposero fortemente e dovette rinunciare.
europa dopo congresso di vienna

Un altro Stato che si rafforzò notevolmente dal punto di vista strategico e coloniale fu la Gran Bretagna che si concentrò sull’acquisizione di nuove colonie in Africa (capo di Buona speranza) ed Indie orientali.

La situazione italiana verteva in condizioni tutt’altro che semplici ed uscì dal congresso di Vienna decisamente ridimensionata, si arrivò ad avere ad inizio XIX secolo un territorio frazionato in 10 Stati:

  • Regno di Sardegna
  • Regno Lombardo-Veneto
  • Granducato di Toscana
  • Ducato di Modena
  • Ducato di Parma
  • Ducato di Lucca
  • Ducato di Massa e Carrara
  • Stato pontificio
  • Repubblica di San Marino
  • Regno delle due Sicilie

Italia_1815

Altra conseguenza del Congresso di Vienna fu la creazione della Santa Alleanza composta da Austria, Prussia e Russia, che aveva il compito di controllare a livello militare e territoriale che tutti gli accordi intrapresi durante il congresso venissero rispettati e non violati.

Il 20 novembre 1815 fu redatto un nuovo patto tra Austria, Prussia e Russia che includeva all’interno dell’Alleanza anche la Gran Bretagna (nel 1818 venne invitata anche la Francia), si costituì dunque la quadruplice alleanza.

L’equilibrio europeo era dunque raggiunto ma la restaurazione non poteva e non doveva funzionare, i tempi erano cambiati, la mentalità delle persone anche, nel corso di tutto l’800 si assistette ad un lento declino delle monarchie ed a un susseguirsi di moti insurrezionali, ma di questo parleremo domani, perchè questo è Un altro istante con la Storia.

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